La situazione della classifica aggiornata – Il Lecce si sbarazza della Spal allo Stadio del Mare, conquista la testa della classifica (65 punti) e mette in ansia ai ferraresi i quali, ora con 34 punti, si trovano “solo” a 5 punti sopra i playout a 4 partite dalla fine, vantaggio incolmabile se non conoscessimo le tendenze tafazziane dei bianco azzurri, il tutto a 4 turni dalla fine della regular season. Inoltre c’è da dire che i giallo rossi anche la passata stagione, a un mesetto dalla fine, erano in una situazione di classifica invidiabile per poi crollare, prima ripiegando sugli spareggi e poi deludendo pure lì, vittime di un organico composto da molti calciatori tronfi e poco avvezzi all’umiltà. Corvino in estate aveva lavorato bene, confermando il meglio e, pur cambiando politica aziendale, svecchiando l’organico, puntando su calciatori stranieri giovani e sconosciuti e su cavalli di ritorno locali motivati e riconoscibili dalla piazza quasi dimezzando il foglio paga dei calciatori sta riuscendo nel miracolo di avere capitalizzato l’organico e di dominare la stagione. La Cremonese invece, ora seconda a 63 punti, è con il fiato sospeso, legata mani e piedi a una serie di purosangue giovani e talentuosi ma nessuno in proprietà. Ma a quota 63 sale pure il Monza vincitore a Cosenza e, prima di Pasqua, potrebbe esserci pure il Benevento, ora a 60 punti, se dovesse vincere il recupero contro il Cosenza da disputarsi in settimana. A quota 61 il Brescia, 60 punti per il Pisa, con Ascoli e Frosinone (55 e 54 punti) a completare, per il momento, la griglia playoff. Ai margini degli spareggi promozione il Perugia a 49 punti, il Cittadella a 48; poi la Ternana a 47 e il Parma a 45 punti (ormai tagliati fuori da tutto) seguiti da Como e Reggina appaiate a 44 punti e, ben più sotto, la Spal a 34 punti. Gli emiliani si trovano a 5 punti sulla prima squadra nei playout, l’Alessandria a 29. I Grigi sono inseguiti dal Cosenza che ha 25 punti ma con una partita da recuperare, gli stessi punti del Vicenza il quale ha appena silurato Brocchi (ma chi l’avrebbe mai detto…), della serie: le minchiate non arrivano mai da sole ma sempre minchiate sono. Penultimo il Crotone a 21 punti mentre il Pordenone è stato quasi definitivamente affossato dalla sconfitta al Moccagatta subita sabato scorso (17 punti).
- Como 2 – Cittadella 2 – I Lariani si incartano a domicilio, rilanciano i Granata in chiave play off (e proprio non ci voleva in questo momento, visto che ospiteranno i Grigi al Tombolato la prossima….) e perdono, oltre che la testa pure il loro bomber Cerri fino a fine stagione per infortunio. Sugli scudi Baldini, squisito attaccante ospite, che grazie una grande prestazione e due magie, trascina i suoi fuori da una crisi quasi acclarata.
- Lecce 1 – Spal 0 – Un gol del giovane centrocampista nordico Helgason, appena alzatosi dalla panchina e pupillo del grande Pantaleo Corvino, suggella i tre punti, per vittoria e primato salentina. La Spal, come solito, non ha deluso compiutamente ma si è persa sul più bello, nonostante un organico stellare gestito da dilettanti allo sbaraglio, individuati da dirigenti che viaggiano con la coda di volpe sotto il braccio.
- Frosinone 2 – Cremonese 1 – I ragazzi di Grosso con questa vittoria casalinga si riscattano da un periodo buio culminato nell’inopinata sconfitta infrasettimanale patita contro il Pordenone, costringendo Pecchia e C. ad abbondonare la vetta e rientrare in un infernale girone dantesco sospeso fra la promozione diretta e un mini torneo playoff di difficile interpretazione, come sempre. In mezz’ora, la prima, si cristallizza il risultato ma nella ripresa i grigiorossi hanno occasioni importanti per riacciuffare il match. I Frusinati soffrono del “braccino”, sindrome tipica di tutte le squadre con le zampe impastoiate in una crisi, ma se la sfangano e tornano a vedere la luce.
- Benevento 1 – L.R.Vicenza 0 – Il Benevento fatica contro i vicentini, soprattutto nel 1° tempo. I Biancorossi subito in vantaggio allo Stirpe ma il VAR scova (beato lui) un fuorigioco a dir poco improbabile e annulla il vantaggio. Dopo aver colpito un palo i campani passano in vantaggio ma l’arbitro non riesce a tenere in mano la partita, al punto che Meggiorini, al rientro per il riposo, affronta il direttore di gara in modo rude e si becca il rosso. Partita compromessa quindi con i ragazzi di Brocchi che generosamente tentano di pareggiare sfruttando la scarsa vena dei padroni di casa ma non ci riescono. E non riesce neppure il Benevento a raddoppiare negli spazi lasciati dagli ospiti per i contropiede. I campani in settimana saranno impegnati in casa nel recupero contro il Cosenza.
- Ascoli 2 – Reggina 0 – I marchigiani si sbarazzano dei calabresi dominando la partita, raccogliendo tre punti che sistemano ulteriormente la loro classifica in zona playoff e recidono le residue speranze dei ragazzi di Stellone in chiave spareggi promozione. Da adesso in poi per i Silani si aprirà una partita che probabilmente non si giocherà solo in campo ma anche nei polverosi uffici della Procura Federale.
- Cosenza 0 – Monza 2 – Al Marulla risultato mai in discussione: i brianzoli dominano, passano in vantaggio in apertura, gestiscono l’apertura della farfalla del gas, raddoppiano, salendo in classifica un’affollata seconda piazza. I ragazzi del Merendone Bisolone, idolo di alcuni nostri tifosi, almeno secondo gli auspici di Penna Cadente, anche stavolta non demeritano troppo ma, per nostra fortuna, non vincono mai. In settimana recupero per loro a Benevento e speriamo che la Dea Eupalla non attraversi quei giorni in cui una donna diventa intrattabile.
Crotone 1 – Ternana 2 – Continua il silenzio stampa dei crotonesi ma proseguono anche le delusioni che tecnico, società e giocatori calabresi hanno elargito a piene mani ai loro tifosi. Pur passati in vantaggio i ragazzi del modesto Modesto si sono fatti riprendere e superare dagli umbri, i quali avevano dalla loro la forza dei nervi distesi. Modesto però in settimana aveva deciso di cambiare qualcosa. Il mister è andato dal barbitonsore per cambiare il suo look tricologico, passando dal modello “bello e dannato” al taglio scolpito “agente di borsa”: quando diceva di non lasciare mai niente d’ intentato forse non era a quello cui si riferiva Vrenna. - Perugia 1 – Pisa 1 – Due buone squadre, due ottimi allenatori, due società organizzate e attrezzate. I toscani più dotati ma meno spumeggianti, i perugini furenti per episodi arbitrali discutibili subiti nei giorni scorsi. Complice una brutta gestione in ripartenza i padroni di casa consentono al Pisa di passare in vantaggio e gestire per i primi 45’ il risultato. Nella ripresa i ragazzi di Alvini ci mettono l’orgoglio e schiacciano i toscani in difesa (difesa schierata a sorpresa “a tre” da D’Angelo, arrivato fin lassù giocando “a quattro”). Nell’azione del pareggio dei padroni di casa ottenuto in una mischia “commovente” si infortuna il portiere titolare toscano e il gigantesco sostituto fa subito il miracolo su zuccata ravvicinata di De Luca. Il segnale è chiaro: pareggio sia.
- Brescia 1 – Parma 0 – Le Rondinelle nel secondo tempo superano il Parma che ha dovuto fare a meno a sorpresa di Vasquez influenzato, sostituito in quella “selezione mondiale di mancini” da Brunetta. Dopo i primi 45’ equilibrati i ragazzi di Corini crescono e arriva il gol di Moreo, Proia, Sabelli e Bisoli sugli scudi. Il Brescia in classifica scavalca Pisa e Benevento e si porta a due lunghezze dalla seconda piazza. Il Parma ha chiuso il cassetto del sogno playoff, ha aperto quello della rivelazione Bernabè e dell’intramontabile Pandev mentre Iachini sembra costretto a lavorare con un collettivo che non sente “suo” sotto nessun aspetto.
- Alessandria 2 – Pordenone 0 – Se ricordiamo com’era finita l’andata (vittoria indiscutibile dei Ramarri, anche allora ultimi sparati) alla vigilia di questa partita c’era da toccare ferro e pensiamo che Di Masi sia ricorso a collaudate fattucchiere sabaude per liberare i ragazzi da influenze astrali negative. Oltre tutto quella sconfitta nel girone d’andata era stata rovinosa, anche perché dipinta dall’unica giornalista presente a Lignano (la solita sfascista pronta a cavalcare la tigre del tifo più becero) come una mancanza da parte dei nostri giocatori di attenzione e di voglia di gratificare i propri tifosi. Adesso invece che i Grigi hanno dominato e vinto la partita senza discussione cosa dirà l’ineffabile e inaffidabile “addetta stampa” del tifo mandrogno, o, quanto meno, la sua bocca social? Che Casarini e i suoi hanno vinto ieri grazie al pubblico incitante? Non è così, naturalmente, perché, se così funzionasse il calcio, il Napoli, fosse solo per tifo ed entusiasmo, dovrebbe essere finalista perpetua in Champions. Morale: cosa si arriva a scrivere per vendere due copie di giornale in più o raccattare dieci “mi piace” sul proprio profilo FB… Purtroppo per Penna Cadente, i suoi epigoni e i suoi lacchè, il suo giornale magari venderebbe di più se lo sport fosse curato da persone più credibili e professionali, ma di questo se ne parlerà diffusamente nel commento settimanale, svelando particolari divertenti e clamorosi. La partita: i Grigi hanno attaccato, hanno menato le danze, hanno ottenuto il vantaggio grazie al vituperato Marconi alla mezzora e poi hanno raddoppiato con un gioiello di Milanese: finalmente un gol su azione e non scaturito sugli sviluppi di un calcio franco. Sofferto poco nella ripresa il ritorno dei friulani e vieppiù dimostrato che, senza Marconi (o giocatori con quelle caratteristiche in campo), attaccare è una chimera. Cosa che dovrebbe essere chiara perfino a coloro i quali, in questa città, hanno trasformato il tiro a segno personalizzato al buon Michele nel più gratificante sport municipale. Pensiamo di sapere i motivi “veri” motivi dell’ostracismo nei confronti del nostro centravanti e, a fine stagione, faremo rivelazioni corredate da nomi e cognomi: qualcuno sarà destinato a fare semplicemente la figura dello pupazzo strumentalizzato, altri invece dovranno andare a nascondersi, se la dignità alberga ancora qui da noi . Diciamo che lo faremo a fine stagione per rispetto alla squadra, società e calciatore, sperando che certi codardi continuino l’opera di demolizione nell’anonimato dell’insulto in curva o sui social. Questa storia arriva da lontano, con il calcio giocato non c’entra una minchia ma tiene il nostro centravanti sempre sulla corda e lo carica ulteriormente. Sia chiaro a tutti: la possibilità di salvarci passa inevitabilmente, oltre che dai limiti delle concorrenti dirette, dalle prestazioni e dai gol del nostro centravanti: c’è chi l’ha capito, altri capiranno, forse.

