Alla C.A. del Direttore di Alessandria Oggi.
Egregio Direttore, che l’autogoverno dei territori sia ancora un miraggio in Italia non è un mistero e alcune questioni locali di queste settimane ne danno conferma. In previsione di un inverno difficile sul fronte delle bollette del gas la Provincia ha chiesto alle scuole superiori di ridurre l’orario settimanale passando alla settimana corta su
tutte le classi; al di là delle osservazioni mosse da alcuni addetti che ricordano come, in ogni caso, non è ipotizzabile uno spegnimento delle caldaie il venerdì per una riaccensione il lunedì mattina, operazione costosa e poco efficace sul riscaldamento degli ambienti, i presidi hanno ricordato che orari e programmazione di ogni ciclo di studi non rientrano pienamente nella loro autonomia; inoltre da settimane dalle parti del ministero, in carica per gli affari correnti ma pur sempre in carica, affermano che un passaggio alla settimana corta non è mai stato preso in considerazione. Resta il fatto che alle province spetta pur sempre la gestione, e il riscaldamento, degli edifici scolastici delle scuole superiori; anni di paventate soppressioni delle province, riduzioni ad enti di secondo livello conseguenti tagli drastici ai trasferimenti rendono estremamente difficile, alla luce dei recenti aumenti del prezzo del gas, far fronte alle spese di riscaldamento degli edifici scolastici delle superiori. Con buona pace del principio dell’autonomia degli Enti locali affermato dalla Costituzione. Mi permetto, poi di citare due casi minori, locali, in cui mi sono imbattuto come consigliere comunale di San Giorgio Monferrato. Lunghi tratti della ex ferrovia Casale-Asti, adiacenti a una serie di abitazioni ed esercizi commerciali, versano in uno stato di totale abbandono, un’autentica foresta sulle rotaie dismesse, con le conseguenze che si possono immaginare per i cittadini che si trovano ad abitarci vicino: bisce e ogni sorta di animali che sbucano da sterpaglie alte due metri. Si sono mossi i cittadini e, come consigliere, ho fatto le segnalazioni del caso; ebbene, è impossibile avere il minimo riscontro da parte dell’azienda ferroviaria responsabile della manutenzione e, ovviamente, per il Comune non è possibile provvedere in proprio allo sfalcio e al ripristino di condizioni di decenza minime. Infine il caos della statale Casale-Asti, dalla strada ferrata alla strada asfaltata. Asfaltata si fa per dire, perché tra cedimenti laterali e buche chi si trova a passare per questa strada – e visto il numero di aziende e attività che ricadono su di essa non sono pochi quelli che transitano – è costretto a fare zig zag e a mettere a dura prova gli ammortizzatori della propria auto. Anche in questo caso, nonostante le lamentele, più che giustificate, degli automobilisti e le segnalazioni istituzionali non c’è la possibilità di confrontarsi con l’ente competente. E se Province e Comuni fossero messi nelle condizioni economiche di poter provvedere autonomamente a queste situazioni? Sarebbe sufficiente che una parte delle tante tasse che i cittadini pagano restasse agli enti del territorio.
Gigi Cabrino – Grande Nord Piemonte
