Casale Monferrato – Mercoledì pomeriggio nella sede casalese di Afeva, l’Associazione dei Familiari delle Vittime dell’Amianto, s’è tenuta un’interessante tavola rotonda per approfondire aspetti controversi del processo in Corte d’Assise a Novara per omicidio con imputato Stephan Schmidheiny che si sta avviando alle battute conclusive. A dialogare con Giuliana Busto, Nicola Pondrano, Bruno Pesce e Mirko Oliaro c’erano il professor Arthur Frank, medico del lavoro della Drexel University (Usa), il professore universitario Eduardo Algranti (Brasile), il professor Barry Castleman, esperto della storia e dell’evoluzione della conoscenza del rischio amianto nel mondo, il professor Benedetto Terracini e Corrado Magnani, già molto conosciuti anche a Casale.
Frank in particolare ha detto: “Non è vero che non si potesse effettuare una diagnosi di mesotelioma certo negli anni scorsi” confutando nettamente le parole del consulente della difesa del tycoon svizzero, Gary Marsh: “È la totalità delle esposizioni che causa la malattia (il mesotelioma, n.d.r.), lo disse Paracelso 500 anni fa, è la dose che fa il veleno. Casale è stata contaminata dalla fabbrica. Magari è difficile da dimostrare la responsabilità nel vostro sistema penale, ma non c’è nulla che impedisca a uno scienziato di dire che la fabbrica ha causato lo sviluppo del mesotelioma. Tutte le esposizioni sono responsabili”.
Ha proseguito Benedetto Terracini: “L’aumento dei mesoteliomi, eventi eccezionali, non è solo dovuto al miglioramento delle diagnosi, nella comunità scientifica in Italia ci sono illustri professori ma anche persone scorrette, mosse dalle industrie”.
Ha ripreso Frank: “È facile dimostrare che Gary Marsh si sbaglia, perchè se fosse come dice lui tra qualunque persona che ha avuto anche solo un’esposizione avrebbe la stessa percentuale di casi di mesotelioma, Marsh ha usato manipolazioni statistiche, la sua affermazione non ha basi biologiche”.
Barry Castleman è proseguito nell’affrontare le differenze tra l’Italia e il resto del mondo: “Si tratta dell’unico Stato con un imprenditore a processo, è importante affinchè le direzioni delle aziende siano ritenute responsabili per le decisioni che prendono”.
