Novi Ligure – Nella povera città liguro-piemontese finalmente (chissà, io speriamo che me la cavo, non è mai detta l’ultima parola, vai avanti tu che a me vien da ridere, che dio ce la mandi abbonata, forse ci siamo) si sono accorti che la tangenziale ovest è indispensabile per decongestionare il traffico in centro, ma nonostante che la proposta della sua realizzazione abbia 31 anni, in quanto avanzata dal nostro direttore Guenna quando era consigliere comunale del Pli a Novi, e l’aveva proposta nel 1991 quando i fondi c’erano, ora si mette in dubbio che si faccia perché i fondi a bilancio sono spariti e Rfi forse ha cambiato idea (può darsi, chissà chi lo sa, non capisco ma mi adeguo) e non vuole più finanziarla. Voila, questa è Novi Ligure, la città un tempo laboriosa ma che grazie al PCI e poi a PDS, DS e quindi al PD, compiacente una borghesia di parvenus ignoranti e debosciati, negli ultimi trent’anni è diventata patria di: pendolari, cassintegrati, operai, ferrovieri, pensionati, dipendenti pubblici, nullafacenti. La tangenziale Ovest – Tangenzialina – Partirebbe dalla ss ex 35 bis dei Giovi all’altezza di Pozzolo Formigaro per congiungersi alla strada per Bosco Marengo davanti all’Ilva (pardon, ex-Ilva). Non è difficile. I finanziamenti da Rfi erano di 12 milioni di euro. L’ente ferroviario chiese di svolgere anche la progettazione in quanto la tangenziale sorge in prossimità d’una linea ferroviaria importante, studiando se far costruire un ponte anziché un sottopasso accanto alla strada Pagnoletta. Ma oggi i costi sono più che raddoppiati, e questo è un bel problema. Signor Gavio si metta una mano sulla coscienza e la faccia lei.
La Tangenziale Ovest, Carneade urbanistica novese
