Alessandria – I sequestri di eroina da parte delle forze dell’ordine sono aumentati di quasi il 130%. Crescono di più le droghe sintetiche (cocaina ed eroina) con un boom del 700%. Questi i dati forniti ieri dal Servizio Antidroga di Torino che riguardano la Regione Piemonte.
L’eroina che arriva a Torino segue gli stessi canali di quella che rifornisce le piazze di spaccio di tutt’Europa. È prodotta in Birmania, Laos, Cambogia, nell’Estremo Oriente, arriva nel vecchio continente passando attraverso i confini di Turchia e Albania. Si trova in quasi tutte le piazze di spaccio delle principali città piemontesi (Torino, Novara, Alessandria, Cuneo). Secondo i dati rispetto a qualche anno fa in cui c’era prevalenza di ragazzi con problemi con la cannabis o per la dipendenza da alcol e nuove sostanze, oggi stanno arrivando ragazzi che fanno uso di eroina fumata. Il problema è anche che oltre all’eroina classica ci sono oppioidi usati come antidolorifici che si trovano sul mercato nero e vengono usati con effetti anche importanti perché questi farmaci hanno una potenza superiore all’eroina classica. I farmaci oppioidi non sono mappati nel numero dei sequestri: si comprano nel mercato sommerso del deep web, ma completano il quadro di un consumo che si è modificato ma non è passato di moda. La droga fumata e non iniettata è un’abitudine frutto soprattutto di un meccanismo psicologico: fa meno paura della siringa, sembra meno pericolosa, si pensa possa evitare tutti quegli effetti collaterali collegati ad aghi e siringhe infette, dall’hiv all’epatite C. Ma gli effetti della droga sul corpo sono identici in quanto si crea anche la stessa dipendenza. Eppure, secondo il rapporto dell’Antidroga, soprattutto tra i ragazzi c’è la percezione che questa non sia tossicodipendenza perché il tossico è – nel loro immaginario – solo chi si buca. La realtà è diversa: anche i danni a livello cognitivo sono identici. Molti di questi casi sono l’onda lunga degli effetti del Covid, situazioni rimaste nascoste nei lockdown che ora emergono in tutta la loro complessità. Ma c’è un altro fenomeno legato all’uso di oppiacei che negli ambulatori dei Sert sta cominciando a emergere, legato ai traumi di chi fugge dalla guerra in Ucraina. Per l’Antidroga alcuni profughi ucraini che facevano uso di oppioidi per via endovenosa scelgono i farmaci perché l’accesso è più facile.
