Manco il tempo di leccarci le ferite e martedì sera al Mocca arriva la Fermana. Adesso, dopo la sconfitta casalinga contro la Lucchese, tutti (o quasi) sono contro il mister. Ci sta, per carità, ma sarebbe utile in questi momenti che qualcuno usasse un po’ di equilibrio evitando di prendere spunto da analisti che in 30 anni di carriera hanno ampiamente dimostrato di non sapere molto di problematiche di gioco e di campo. Costoro non hanno mai, né giocato né allenato ma, soprattutto, non hanno mai avuto l’umiltà di studiare, aggiornarsi e imparare. Lo dimostrano i loro articoli che ripropongono pari pari linguaggi, temi e letture tecniche uguali a quelle di 20 anni fa, roba già inadeguata allora. Lauro ha messo in campo al 1’ la migliore formazione possibile con un centrocampo folto, ben sapendo che in quella zona mediana avremmo pagato dazio. L’idea non era malvagia. Non ci voleva proprio il gol del vantaggio toscano nel primo tempo, preso in malo modo. Nell’occasione non abbiamo rinviato per tre volte di seguito, dimostrando di essere ancora lontani dal giusto atteggiamento e da un’organizzazione difensiva efficace.
Ma perché Lauro dovrebbe riuscire in otto giorni a fare quello che Rebuffi non è stato capace di fare in otto mesi?
E perché proprio quelli che oggi criticano il mister, negli otto mesi precedenti non hanno mai contestato il lavoro (eufemismo) dell’allenatore precedente?
Una spiegazione ci sarebbe ma è meglio tacerla per non offendere alcuni giornalisti e i sedicenti tifosi di complemento (o viceversa), perché non è questo il momento di sventolare le dita sotto il naso dei reprobi in mala fede. Quanto poi alle critiche rivolte a Lauro per aver tolto dal campo nel finale le torri in attacco e aver inserito giocatori agili mi sembra pure quella ingenerosa perché con la forza fisica fin lì non si era cavato un ragno dal buco e allora il mister ha cambiato, tant’è vero che due palle gol clamorose non sono state sfruttate a dovere da Gazoul in centro area, ragazzotto alto 1,70.
Nota finale: sulla panchina lucchese sedeva tal Fabbrini, ex Grigio arrivato l’anno scorso nel turpe mercato di gennaio in Serie B, per “dare qualità a una squadra operaia” (allora eravamo quasi salvi e così siamo retrocessi). All’esordio al Mocca, Fabbrini, grazie a tre patetiche piroette, aveva fatto gridare pubblico e critica al miracolo. E sapete chi aveva subito sposato quella causa persa? Proprio quei personaggi che oggi criticano Lauro. È utile che si sappia che:
- Fabbrini nel Girone di Ritorno la passata stagione ha giocato poco, male e non è mai stato decisivo neppure 1 minuto su 1800;
- il ragazzo è rientrato a fine stagione all’Ascoli e in questa stagione in B, fino al mercato, non ha mai giocato perché messo ai margini della rosa non da un allenatore bensì da due;
- a gennaio è passato alla Lucchese partendo titolare ma scendendo di categoria. Bocciato da Maraia è poi subentrato qualche volta totalizzando fin qui minutaggi ridicoli;
- adesso sarebbe il cambio di Di Quinzio, panchinaro pure lui. E noi dovremo ancora ascoltare i giudizi di certi incompetenti che, appena visto Fabbrini al Mocca un anno fa, hanno gridato al miracolo, con annessi complimenti a quel Ds che aveva avuto la geniale intuizione d’ingaggiare questo autentico genio incompreso. Un Ds molto amato pure lui che però s’è rivelato il più scarso che ci sia mai capitato in riva al Tanaro, dopo Soldati naturalmente.
Foto tratta da Tuttocampo.it
