Asti – Egea Spa, il colosso dell’energia con sede ad Alba, è finito sotto inchiesta da parte della Procura della Repubblica in seguito a una serie di segnalazioni anonime. Di solito non si procede per denunce anonime, ma queste sarebbero circostanziate e credibili, certamente scritte da chi conosce certi meccanismi interni della Società. Ecco perché sono subito iniziate le indagini del nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Torino, anche tramite perquisizioni nella sede di Alba. Alla fine sono stati recapitati quattro avvisi di garanzia per altrettanti destinatari che sarebbero al vertice di Egea. Devono rispondere di false comunicazioni al mercato e falso in bilancio. Il periodo sotto inchiesta va dal 2017 al 2021. Ieri era prevista la presentazione di offerte per il salvataggio di Egea da parte di A2A e Iren, aziende multiservizi operanti negli stessi settori, ma A2A fa dietrofront perché non ci sarebbero le condizioni per presentare un’offerta di acquisto. Quello che preoccupa è che anche Iren, pur con toni più velati, sarebbe sulla stessa strada. Intanto dal mazzo è uscita la carta d’un fondo Usa interessato all’acquisizione. I numeri sono spietati: nel 2021 il fatturato ammontava a 1,5 miliardi, con debiti verso i fornitori per 101,4 milioni, di cui 74,8 già scaduti, oltre a debiti verso le banche di 125 milioni da rimborsare entro giugno. Egea Spa dà lavoro a 1.800 persone, ed è guidata dalla famiglia Carini.
Egea: si cerca di far luce sui bilanci
