Castellazzo Bormida (Ansa) – Braccia incrociate alla Ipat da ieri all’interno dello stabilimento Gualapack con cancelli presidiati dagli attivisti sindacali. Lo fa sapere in una nota l’Adl Cobas, spiegando che si tratta dei dipendenti in appalto che si occupano di logistica, ma si vedono applicare il contratto delle pulizie con una paga base di poco superiore ai 7 euro lordi all’ora. Le richieste sono già state esposte in due incontri “del tutto inconcludenti”, viene spiegato, in cui si è parlato di applicazione del Ccnl logistica, di turni da comunicare con un anticipo necessario, dell’introduzione di ticket restaurant, dello stop a contratti precari e “finti part time” e del riconoscimento dei diritti sindacali negati. I Cobas chiedono quinri un incontro risolutivo con l’Ipat e il committente Gualapack. “Fa impressione che i filantropi progressisti della famiglia Guala – prosegue l’Adl Cobas – neanche vogliano incontrare donne e uomini che lavorano all’interno dei loro stabilimenti e, grazie ai quali, fanno profitti milionari”.
