“Per cena il diavolo è servito”. Non sono mai stato un grande appassionato di quiz televisivi, ma ho sempre pensato che ogni occasione è buona per fare cultura e per elevare lo spirito dei telespettatori (e dei teledipendenti). Ho in mente, fra i tanti, il “nonno” dei telequiz: l’estroso Gianluigi Marianini a “Lascia o Raddoppia” e la testa d’uovo Massimo Inardi a “Rischiatutto”. Erano richieste abilità, capacità, intelligenza e anche un pizzico di fortuna. Il telespettatore poteva appassionarsi all’agone competitivo e insieme apprendere nozioni e informazioni che, magari, la sua classe sociale di appartenenza non gli aveva consentito di acquisire nel percorso scolastico mancato. Da allora, è stata una costante e ininterrotta decadenza e quando si spegne la luce dello spirito, subito il diavolo ne approfitta. Mi riferisco, anche se con grande rispetto per chi vi partecipa, alla trasmissione in pre-serata “Affari tuoi” di Rai1 dove in scena va un perfetto girone infernale. Nessun merito, nessuna abilità, solo pura e semplice fortuna con tanto di luciferino “dottore” che sfrutta sogni e tragedie dei poveri concorrenti attirandoli con la speranza di pecunia facile e gioca con le loro anime ormai perdute dietro il dio denaro. Neanche più i gettoni d’oro ci sono, ma crudamente assegni bancari profumati di zolfo. Chi assiste dall’altra parte dello schermo cosa impara? Impara che nella vita non conta il sacrificio, lo studio, il lavoro, ma solo la fortuna che sostituisce la provvidenza divina. Denaro come esca per ridere delle tragedie personali e famigliari e tutto spinge per non credere più alla possibilità di meritare la felicità e la pace su questa terra, ma solamente di strapparla in un attimo di diabolica fortuna, come un furto. E di furto si tratta, ma di furto di anime. Resta l’elemosina fatta dal diavolo che conduce sempre e comunque il gioco (solo il “dottore” conosce il contenuto dei pacchi e gioca con i sentimenti e le speranze dei concorrenti, man mano che si sviluppa la puntata), ma chi era povero lo resta ancora di più. E non mi si venga a ribattere che si aiutano persone e famiglie in questo difficile momento economico: ben altri sono gli strumenti che il servizio pubblico televisivo (ripeto servizio pubblico) dovrebbe offrire in aiuto dei più deboli. Quanto è lastricata di buone intenzioni la strada per l’inferno!
Una banale seduzione del diavolo in TV
