Alessandria (Piero Evaristo Giacobone) – Scusate se insisto ma mi chiamo Evaristo e, mio malgrado, devo tornare a scrivere di Alessandria: una città sfigata, che annovera una nutrita pattuglia di idioti che la sanno lunga.
Il 2 novembre è passato, ma ad Alessandria continuano i “requiem”.
Dopo il palazzo dell’edilizia, è crollato sotto i colpi dell’Antitrust nazionale l’ambizioso progetto di città intelligente (Smart City)
del Gruppo AMAG.
Sarà per una gara durata oltre due anni, sarà per carenza di presupposti tecnici che fin dall’inizio ne minavano l’operatività (mancava proprio quel contratto di servizio di raccolta e trasporto dei rifiuti solidi urbani censurato da Roma), ma gli è che lunedì scorso l’assemblea della Società capogruppo ne ha deliberato la fine senza troppi rimpianti. Ora il problema resta quello di capire quanto questa fine ingloriosa abbia determinato danni all’intero Gruppo aziendale. Senza un piano strategico e industriale dopo la vendita di Alegas, non sembra che quei fenomeni degli attuali amministratori siano in grado di uscire dalla “gestione del quotidiano” che a oggi non può nemmeno garantire lo stipendio a tutto il personale in servizio. Altra Spada di Damocle cadrà sulla testa dei poveri Perissinotto e Rava con la scadenza del contratto di service a favore di Alegas (ora proprietà assoluta di IREN, tanto per cambiare) che rappresenta la maggior voce di ricavi della Società AMAG. I petali della margherita stanno finendo e, come nel famoso film, ne resterà soltanto uno: il contratto di gestione del servizio idrico integrato nei Comuni Soci, sempre che l’Autorità di riferimento non si ricordi che la legge prevede un solo gestore per ogni ambito e decida di levare la foglia di fico oggi rappresentata da una rete d’imprese che, di fatto, vede la presenza di ben tre gestori dove ce ne dovrebbe essere uno solo.
Ma da chi diceva che le pantegane arrampicate sugli alberi di piazza della stazione erano solo dei simpatici scoiattoli americani, ci si può aspettare di tutto. Nessun problema: anche lì ci penserà IREN.
E io pago.
Alessandria città intelligente? Ma mi faccia il piacere!
