Da Alessandria Oggi: “Alessandria città intelligente? Ma mi faccia il piacere”.
La demenziale riforma voluta dal PD di Graziano Delrio tende ad abrogare le Province, ma di fatto le province continuano a esistere (almeno sulla carta). “Hanno ammazzato Pablo, Pablo è vivo!” cantava Francesco De Gregori nel 1975. Quella di Alessandria è però in rianimazione con un pre – dissesto in atto ma con l’illusione di salvarsi mettendo in vendita un patrimonio immobiliare che nessuno vuole. Non sta meglio il Comune, anch’esso in pre – dissesto, che oggi continua a pregare affinché Pantalone (in questo caso lo Stato) approvi il contributo a fondo perduto che possa salvare i bilanci a venire. Anche se non ufficialmente attestato, è dunque un’intera città a essere finita in pre – dissesto. È il partito della spesa pubblica che, come una fenice, risorge dalle proprie ceneri, sconfitto una volta, s’insinua velocemente per altre strade, con altri soggetti pubblici e non serve il cambio generazionale, perchè fa parte ormai di un DNA trasmesso storicamente. Un bilancio si chiama bilancio perché non posso spendere più di quello che porto a casa e se non porto a casa molto non dovrei poter pensare di spendere tanto. Se invece lo faccio finisce che m’indebito e, non smetterò mai di ripeterlo, il debito è il cancro delle società occidentali di oggi. Un cancro che mina gli stessi principi di libertà, uguaglianza e solidarietà. Sì, perché dobbiamo renderci conto che se ottengo un contributo a fondo perduto dallo Stato e l’utilizzo per nuova spesa, tutti i bravi contribuenti non morosi del Paese ce l’avranno sul groppone; se nessuno compra i miei immobili, non sarò più in grado di pagare dipendenti e fornitori senza l’intervento di Pantalone (Regione, Stato o UE che sarà). Nessuno ha il coraggio di dire la verità, ossia che l’aver rinunciato alla sovranità di battere moneta e di regolare il funzionamento degli enti pubblici locali e nazionali secondo principi diversi da quelli delle leggi di mercato non permette più alla politica di guidare una Nazione, una Provincia o un Comune. Qualche ente potrà ancora sopravvivere, forse anche a lungo, ma i disequilibri territoriali cresceranno a dismisura, perché i numeri d’un bilancio non ammettono margini interpretativi e sono sempre spietati. Unica grave conseguenza sarà quella di circoscrivere i pretendenti alla carica di amministratori locali a ingenui ottimisti utopici o individui d’un sottobosco oscuro in cerca di prebende. Per fortuna di tutti (si fa per dire), intelligenti saranno i pali e così potremo sempre più drogarci nella comodità degli agi voluti dal diavolo. Faremo a meno di pensare dove parcheggiare, come organizzare la giornata sul lavoro, quale autobus aspettare, dove gettare mille diversi rifiuti (già oggi ci vuole una laurea per differenziarli correttamente). In poche parole, ci verrà tolto il libero arbitrio della nostra incoerenza di peccatori. Per fortuna, Nostro Signore farà giustizia ai suoi eletti “Ma il figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?” (Luca 18,8).
I debiti sono letali come un cancro
