Torino – È cauto l’alessandrino Gian Paolo Coscia (presidente della Camera di Commercio Alessandria-Asti nonché presidente regionale di Unioncamere) a proposito della crescita del Piemonte che nel primo semestre faceva sperare in un 2023 da record. Per il manager pubblico piemontese la nostra regione fa fatica a crescere e, per la ripartenza, occorre affrontare alcune sfide strutturali che possono influenzare la capacità di sviluppo come la burocrazia e l’elevata pressione fiscale. Secondo Coscia è necessario investire in infrastrutture materiali e immateriali, e sostenere la ricerca scientifica e lo sviluppo tecnologico attraverso l’innovazione. I numeri sono sèpietati: solo più 0,37% sul terzo trimestre 2022: calo costante senza rimbalzi in vista. È una frenata continua che rischia di lasciare un segno sui conti e sulla salute dell’economia regionale. A confermare questa analisi è l’ultima rilevazione del Comitato Torino Finanza che opera alla Camera di Commercio di Torino. In particolare preoccupa l’andamento del Pil regionale che, nel terzo trimestre fa segnare un aumento striminzito dello 0,37% sullo stesso periodo dell’anno scorso. Di questo passo si prevede che il dato annuale dell’economia regionale possa chiudere sotto il punto percentuale di miglioramento: solo un + 0,9%. Tutto dipenderà dal periodo delle feste, con il Natale che di solito regala un ultimo impulso soprattutto ai consumi. Ma quella che si respira in questo periodo non sembra essere l’aria adatta: colpa, un po’ come per tutto l’andamento economico piemontese, dell’abbinata fatale di crescita dei tassi di interesse (che zavorra i prestiti) e della corsa dell’inflazione, che anche se ora sembra rallentare, resta comunque a livelli decisamente superiori al passato recente.
Economia e Lavoro: dopo una bella partenza il Piemonte frena e questo Natale non farà regali all’economia della regione
