Il Consiglio Comunale di Alessandria intitola un plesso scolastico alla scrittrice Marta Felicina Faccio, alias Sibilla Aleramo, (Alessandria, 14 agosto 1876 – Roma, 13 gennaio 1960). In Città esiste già un parco pubblico intitolato a lei al Quartiere Cristo (a proposito: prima o poi a qualcuno verrà in mente di cambiare nome al popoloso quartiere per evitare discriminazioni religiose). Niente da eccepire sul fatto che il romanzo “Una donna” abbia rappresentato una denuncia contro la condizione di inferiorità della donna rispetto all’uomo nella società italiana alla fine del XIX secolo. Forse sarebbe stato meglio (visto che le era già stato dedicato un parco pubblico) optare per qualche altra figura femminile alessandrina reietta perché non politicamente corretta secondo i canoni del capitalismo sfrenato di libero mercato paradossalmente sostenuto dalla sinistra italiana. Spero che gli Amministratori alessandrini, votando quella decisione, siano stati fermamente convinti che l’atto possa contribuire a ridurre il numero di “femminicidi” nel nostro Paese, ma sinceramente non lo credo. Penso al contrario che possa servire a inasprire in modo irreversibile e pagano il conflitto tra maschi e femmine. Esattamente ciò che Nostro Signore Gesù Cristo tentava di eliminare nella società ebraica di duemila anni fa. Facciamo un poco di chiarezza:
- la cosiddetta “società patriarcale” oggi esiste principalmente nei continenti dove il Cristianesimo non è particolarmente diffuso (Asia, Africa) e dove il credo musulmano rappresenta la maggioranza religiosa spesso anche politica della società;
- in Italia i reati di violenza contro le donne non sono superiori rispetto alla media dei Paesi del nord Europa e in generale del mondo intero;
- i maschi violenti non sono maschi forti (ad eccezione dei maschi musulmani per cui la donna è, e resta, un essere inferiore), bensì uomini cresciuti male, con famiglie ormai psicotiche e drogate di consumismo e di debiti, alienati al computer o al cellulare a guardare siti porno dove il sesso è solo ed esclusivamente sesso violento;
- fare sesso nei bagni della scuola o della discoteca con partner ogni giorno diversi non è emancipazione femminile;
- la sistematica destrutturazione del sistema scolastico educativo del nostro Paese è diretta responsabilità della classe politica di sinistra della prima repubblica che ha permesso al diavolo di impadronirsi della coscienza e della sensibilità di intere generazioni di giovani introducendo il caos etico e facendo dimenticare che la scuola è sacrificio, studio e passione, e che il merito è qualcosa che non si acquisisce una volta per sempre.
Detto ciò, per una volta concordo col Presidente della Repubblica Sergio Mattarella quando afferma che è il fallimento della società. Esattamente, caro Presidente: è il fallimento di una società destrutturata, volta al caos e alla eliminazione dei ruoli di ciascuna persona a favore solamente di un continuo, sistematico, giornaliero cambiamento di sesso, di morale, di religione e di senso civico (in altri articoli ho approfondito le drammatiche conseguenze per aver sostituito lo status delle persone coi contratti capitalistici). Quel che è peggio è che lo stesso Cristianesimo modernista è responsabile di questa tragedia: un Cristianesimo imborghesito inventore della cosiddetta “famiglia tradizionale” che nelle Sacre Scritture non è mai esistita e che non aspetta più la venuta di Nostro Signore Gesù Cristo, ma si accontenta di quello che ha qui sulla terra pregando un dio inesistente affinché lo faccia stare bene, al sicuro e senza sofferenza in questa vita.
Isaia 38.14: “I miei occhi intenti verso l’alto si sono illanguiditi”.
