Gli auguri si fanno a tutti e per tutte le occasioni. Bene: anch’io vi provvedo (ma a modo mio). Auguri, in primo luogo, a tutti coloro che vivono i tempi dell’anno ancora scanditi dalle stagioni e dai sapori dell’aria, dell’acqua e della terra. Auguri a tutti coloro che ogni mattina, alzandosi, possono vedere l’orizzonte e assistere ai cambiamenti cromatici di nostra sorella natura. Auguri a tutti coloro che godendo e soffrendo in vita sono consapevoli dello scopo della loro esistenza: contribuire alla realizzazione del Regno di Dio (rendendo dritte le vie del Signore Gesù Cristo) in attesa della seconda e definitiva venuta del Redentore giudice. Auguri a tutti coloro che, iniziati al cristianesimo, non sono come farisei e scribi che guardando non vedono e sentendo non ascoltano. Auguri a tutti coloro che sanno che Santa Claus è San Nicola (Nicolaus), vescovo del IV secolo e che tutti gli anni passa nella notte tra il 5 e il 6 dicembre come vuole la bella e santa tradizione medievale. Il Nostro aveva regalato la dote a tre fanciulle povere che non potendosi sposare si prostituivano (allora la carità sostituita il pettegolezzo pagano di oggi) e così in quella notte i cristiani veri si scambiavano doni. Auguri a tutti coloro che vedono il bene nel presepio dove i doni sono per il Bambino Gesù e il male nell’albero di natale dove i doni sono per il nostro egoismo. Auguri a tutti coloro che non hanno smesso di credere in Nostro Signore e hanno smesso di credere a tutto. Infine auguri a tutti, ma proprio a tutti, affinché sappiano distinguere i regali di Dio dai regali del diavolo.
Buone Feste
