Novi Ligure (Piero Evaristo Giacobone) – Scusate se insisto ma mi chiamo Evaristo e, dopo le innumerevoli telefonate con le quali i lettori novesi chiedevano aiuto, devo intervenire proprio io, che di grane sono un esperto. Gli è che il Comune di Novi, magistralmente amministrato dai compagni, è finito nella bratta – come dicono a Genova – per cui è scattato il regime amministrativo pubblico
dell’esercizio provvisorio.
Come è stato possibile ciò?
È stato inevitabile in quanto questa giunta di fenomeni non ha approvato il bilancio entro il 31 dicembre. Infatti l’esercizio provvisorio è una modalità di spesa pubblica che fa riferimento ai precedenti esercizi finanziari e scatta quando manca l’approvazione del bilancio in cui si citano per legge anche e soprattutto le spese per l’anno successivo. Quindi stop ai pagamenti, stop agli stanziamenti, stop assunzioni. Insomma il sindacuccio tanto bello e gentiluccio Rocchino Muliere ha detto a tutti: “Compagni, non c’è una lira!”. In soldoni la legge prevede che le spese possano essere effettuate, per ciascun capitolo, nella misura di tanti dodicesimi quanti sono i mesi dell’esercizio provvisorio (1/12 se è un mese, 2/12 se sono due mesi ecc.); solo alle spese obbligatorie non si applica questo limite. Ma senza bilancio di previsione e senza il Dup, il documento unico di programmazione, principale strumento per la gestione di un Comune nonché presupposto necessario per tutti gli altri strumenti di programmazione, Noeuve è col “c… per terra”. La giunta è stata solo in grado di preparare, a oggi, una bozzetta di bilancio tecnico dove i numeri non supportano tutti gli annunci che escono dalle bocche del sindaco e di qualche ingenuo esponente di maggioranza. A inizio dicembre in fretta e furia è stato modificato il piano delle assunzioni 2023 per trovare un dirigente dopo la fuga della brava dottoressa Lorenza Monocchio, in quanto Novi si ritrova con una segreteria generale e una ragioneria allo sbando. A Noeuve si naviga a vista siore e siori! Solo negli ultimi giorni del 2023 è iniziata a girare una bozza di bilancio senza data del bando per l’assunzione di un dirigente: roba da Burundi che solo in un Comune disorganizzato, pieno in incompetenti e di franchi tiratori poteva succedere. Destino vuole che questo bando non è stato pubblicato nel 2023 quindi la bozza è un aborto amministrativo. Il vecchio piano delle assunzioni è scaduto per cui, ora che siamo finiti in esercizio provvisorio, non si possono fare assunzioni, almeno a gennaio, poi si vedrà. Secondo il Maligno i responsabili di questo disastro – perché qualcuno dovrà pur assumersi la responsabilità – sono il sindacuccio Rocchino Muliere, l’assessora Carlotta Carraturo e il parente di Ugo Cavallera dottor Pier Giorgio Cabella (nella foto in alto con Muliere).
E io pago.
