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Riflessioni di Jacopo Bellingeri

Acos contro Amag litigano per l’acqua che è un bene gratuito: siamo ridotti a vivere in un mondo di deficienti

13 Gennaio 2024 REDAZIONE Riflessioni di Jacopo Bellingeri 683

Acos contro Amag litigano per l’acqua che è un bene gratuito: siamo ridotti a vivere in un mondo di deficienti

Ci risiamo! Mi spiace annoiare i Lettori ripetendo un mantra interminabile, ma è necessario. Da quando le persone hanno perso uno status di appartenenza per una logica esclusivamente contrattualistica a termine (come per il matrimonio) anche la pubblica amministrazione ne ha fatto le spese. Mi spiego: Acos e Amag cosa sono? Società che ricercano il profitto o Enti pubblici che garantiscono un bene pubblico come l’acqua? L’impossibile connubio sta dando frutti avvelenati. Che due soggetti titolari di un servizio fondamentale per tutti si facciano la guerra in tribunale, mentre la politica resta a guardare, pur versando in condizioni economiche a dir poco precarie (e non voglio entrare nelle cause di ciò) è come il merlo che dice al corvo: “Come tì t’è nero!”. Campanilismi esasperati? Invidie tra manager “de noantri”? Forse, ma non credo sia bastato. C’è voluta una sistematica e organizzata filosofia sociale e culturale, frutto di una classe politica viziata e benestante, edonista ed egoista. Insomma, una classe politica venduta al diavolo e al suo sterco (il denaro), convinta di saper fare tutto, ma senza avere nessun mestiere e spesso senza aver mai lavorato veramente. Una classe politica per la quale le feste con gli amici e l’imbonimento degli elettori con l’effimero sono stati più importanti della manutenzione delle reti idriche, delle strade e delle scuole. Se Benedetto Croce preferiva finire nelle mani di un chirurgo eccellente anche se ladro e spergiuro rispetto ad un chirurgo pessimo, ma moralmente integerrimo, oggi qui non c’è né il chirurgo bravo, né l’uomo moralmente perfetto. S’è generata una sorta di homo (semi) sapiens politicamente corretto: il conformista di Giorgio Gaber. Veramente pensiamo che l’aver destrutturato la famiglia, la scuola, l’ordine militare, la tradizione cattolica, il rispetto dei ruoli abbia generato un mondo migliore? Forse abbiamo creato un mondo di uguali, ma tutti deficienti, nel senso che difettano di intelletto, dove persine le donne, storicamente molto più intelligenti degli uomini anche se più deboli, vogliono diventare uomini, cioè più stupide. Consiglio Loro di andarsi a leggere la storia di Santa Ildegarda di Bingen, o di Santa Ermengarda o di Santa Radegonda per conoscere donne con l’intelligenza, la sapienza e la volontà di comandare uomini e nazioni. Loro, però, sapevano distinguere il pubblico dal privato, conoscevano le leggi di Nostro Signore Gesù Cristo e di nostra sorella natura; erano le gocce che foravano le pietre. Loro sì che volevano veramente un’Europa unita, cristiana, senza confini e retta da un Impero e da un Papato come descritto dal nostro grande dante Alighieri oggi osannato dai politicamente corretti ai quali il Nostro Poeta, se li avesse conosciuti, avrebbe riservato loro un decimo girone infernale: quello degli imbecilli.

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