Roma – Preso atto dell’indisponibilità di Arcelor-Mitta a rifinanziare l’ex Ilva anche da una posizione di minoranza (il 40% contro il 62% che detiene oggi), presenti il vicepremier Mantovano, i ministri Urso e Calderoni, con Giorgetti e Fitto in collegamento, in collegamento streaming da Palazzo Chigi è stata confermata la volontà del governo di garantire la continuità produttiva e la convinzione di volere soci privati autorevoli per il rilancio dell’azienda, non prima di aver liquidato l’ex socio franco-indiano. Grazie al decreto legge firmato ieri da Mattarella ci saranno 14 giorni di tempo per superare l’impasse. L’obiettivo è quello di garantire il presente e preparare il futuro con tutte le azioni necessarie per la continuità produttiva, sulla manutenzione degli impianti e salvaguardia lavoratori diretti e indiretti (appalti e fornitori). A questo proposito il governo ha già previsto di sostenere Acciaierie d’Italia con una serie di prestiti quinquennali erogati a condizioni di mercato: da subito ci sono già disponibili i 320 milioni destinati all’aumento di capitale che avrebbe dovuto sottoscrivere Invitalia per salire al 60% di AdI. Non bisogna dimenticare che fornitori e indotto vantano nei confronti di AdI ben 120 milioni di arretrati. Già oggi Urso e Calderone incontreranno in videoconferenza le loro associazioni per fare il punto della situazione, mentre coi sindacati il governo si rivedrà tra 15 giorni. Intanto il Consiglio di Stato intanto ha sospeso l’ordinanza del Tar della Lombardia sull’interruzione della fornitura di gas da Snam ad AdI.
