La capacità di discernimento è una delle facoltà più preziose che Gesù ci ha lasciato. Essa permette, in ogni occasione e in tutti i contesti, di cogliere le giuste coordinate di valutazione e di giudizio riguardo a fatti, oggetti o contesti umani coi quali abbiamo a che fare. Il politicamente corretto cancella in tutto o in parte questa capacità. È chiaro, per esempio che le pene corporali per delitti, inflitte nei secoli precedenti, erano così crudeli che oggi appaiono ai nostri occhi come scene da film dell’orrore, ma sarebbe stupido non capire come ciò che oggi appare intollerabile era all’epoca accettato, data la cultura e la società del tempo. Il politicamente corretto, invece, non si capisce perché è stupido. Le modalità d’agire tra popoli di razza, lingua e religione diverse, può essere, di volta in volta, orientato all’istinto di sopraffazione, di tolleranza o di comunione a seconda dei tempi e delle condizioni sociali, ma – per chi crede veramente nel Nostro Signore Gesù Cristo – sa che la vera pace non è quella che ci offre il mondo terreno, mentre la natura umana dal dì del peccato originale è caratterizzata – e sempre lo sarà fino alla seconda venuta di Cristo – da istinti contrapposti (guerra – pace; bene – male). Pertanto, possono peggiorare o migliorare i metodi di violenza collettiva durante le guerre, e la necessità di difendere i confini non solo territoriali, ma anche storico culturali di un Paese e di un popolo. È ingenuo ignorare la possibilità di un’invasione, per quanto improbabile, da parte di una nazione vicina (Ucraina docet). Il politicamente corretto è insensato. Nel Basso Medioevo le battaglie spesso si risolvevano con poche vittime e qualche ferito, mentre dopo l’illuminismo abbiamo assistito a vere e proprie carneficine, fino all’incredibile macello della prima guerra mondiale. Pertanto, malgrado quel che pensano i pacifisti puri che non si sarebbero opposti neppure alle divisioni di Hitler, resta indispensabile mantenere alta la guardia ed è pericoloso abbassarla. Il politicamente corretto non serve. Per me, vale sempre e comunque l’antico brocardo (quando eravamo sani di mente): “Si vis pacem, para bellum” (se vuoi la pace, preparati alla guerra), perché non è vero che il progresso vada sempre e solo in una direzione di pace. Ad Alessandria, in corso La Marmora all’incrocio con corso Cento Cannoni, è stato posizionato il monumento commemorativo dei nostri grandi ed eroici bersaglieri e, giustamente, è stato scelto il rappresentativo trombettiere al passo. Peccato che gli sia stato tolto il fucile dalla mano destra, per s’è trasformato in un pagliaccio col cappello di piume. Il politicamente corretto è anche questa roba qua.
Il “Politicamente Corretto” cos’è?
