Il problema non sono le palme in Via San Lorenzo, Il problema non è quello che il Comune non ci abbia messo dei soldi: il problema è che, dopo le spese folli per le manifestazioni del natale laico e del capodanno, dopo aver regalato centinaia di pranzi a gente di passaggio per le
mille miglia storiche, ci mancava solo che il comune si dedicasse alla floricultura africana.
Qui il problema non è neppure quello che poveri commercianti, schiacciati dal diabolico consumismo di Lucifero, nei supermercati e sui programmi televisivi, le provino tutte per tirare a campare.
Se posso permettermi, indebitandomi fino al collo e oltre, di fare centinaia di chilometri con l’automobile, di andare tre volte all’anno in vacanza per luoghi lontani ed esotici, di morire come uno stupido facendo un fuori pista sulle nevi o straziato da un’orsa mentre faccio jogging con le cuffie nelle orecchie perché voglio che la natura sia come lo schermo del mio computer; se posso permettermi di camminare impunemente alle tre di notte nel quartiere più malfamato della città perché lo Stato, il Comune, i Vigili del Fuoco e Paperino devono garantirmi la sicurezza altrimenti sono venduti e spergiuri; se posso permettermi tutto questo, allora temo che neppure delle povere palme con l’anima morta o qualsivoglia altro surrogato possa cambiare lo stato delle cose. Se non riesci a conoscere veramente il mondo frequentando il tuo vicino di casa, di sicuro non lo conoscerai percorrendolo tutto come uno stupido. Purtroppo nessuno vuole più veramente conoscere il mondo, ma solo espandere sul mondo il proprio ego smisurato quanto insignificante. I centri città sono morti da quando sono scomparse le famiglie (e non dico famiglie tradizionali che nella Sacra Scrittura non sono mai esistite bensì le famiglie come comunità primordiale e ristretta).
Quelle famiglie che andavano in banca per depositare, pochi o tanti che fossero, i loro risparmi.
Quelle famiglie che facevano la spesa confrontando i prezzi per risparmiare quando lo zucchero era bianco, il prosciutto di coscia o di spalla e le caramelle si vendevano a peso.
Quelle famiglie che portavano i bambini di casa (che non sempre erano figli loro, molti erano figli senza genitori) a giocare nel parco e a comprare la granita alla menta.
Quelle famiglie che compravano i tessuti a metro e le sarte erano in casa o vicino a casa.
Quelle famiglie che portavano a risuolare le scarpe.
Quelle famiglie che si parlavano, si litigavano, si amavano e si odiavano.
Tutto questo si chiama tradizione e quando una società distrugge il ceto medio che è il depositario della propria tradizione ha gli anni contati. Persone sole, eutanasia depressiva dell’animo e impoverimento economico delle famiglie depositarie della tradizione fanno il resto. Persino il più grande rivoluzionario di tutti i tempi, Nostro Signore Gesù Cristo, ha rispettato ogni iota o apice del Pentateuco (la Torah per gli ebrei) per portarlo a compimento (Matteo 5, 17 – 20) perché la tradizione è la sola e unica speranza di un’umanità redenta e libera dalle catene del diavolo. Preghiamo affinché le palme di Via San Lorenzo non siano solo un miraggio nel deserto dell’inferno.
Rispetta la famiglia e la tradizione, conosci te stesso e avrai il Mondo
