Se vuoi la pace preparati alla guerra (si vis pacem, para bellum). È un messaggio chiaro, semplice, sempre valido perché l’uomo non cambierà mai per quanto possa migliorare sulla strada della santità e della vicinanza al suo unico e vero Signore Gesù Cristo. Non cambierà mai per colpa del suo peccato originale compiuto nella libertà di arbitrio che sempre il Signore Nostro gli ha concesso. Proprio perché si tratta di un messaggio chiaro e semplice, oggi non viene accettato dalla perversa genìa di intellettuali, esperti e addetti alla complicazione di affari semplici. Se pensiamo che le motivazioni che hanno determinato gli attentati terroristici in Israele e in Russia siano conseguenza di pochi fanatici estremisti islamici vuol dire che, inebetiti del tutto, crediamo alle superstizioni del diavolo che ci obnubilano il cervello con il politicamente corretto. C’è una violenza di fondo, latente nella gran parte delle Sure (capitoli) del corano che determina l’impossibilità di accettare il dialogo con l’infedele, non foss’altro per tentare di convertirlo. È possibile, come sostiene qualcuno, che il percorso secolare di rimodulazione della teologia coranica sia ancora troppo corta temporalmente (oggi secondo il calendario islamico saremmo nel 1445), ma dubito che senza il riconoscimento di Gesù Cristo quale vero e unico Messia dell’Antico Testamento possa essere superato il problema. È vero che anche per gli ebrei resta il problema del non aver riconosciuto il vero Messia, ma a differenza dell’Islam, nel caso in specie non sussiste alcuna tensione verso la conversione violenta di chi non professa la fede della Torah. Ciò premesso, il vero problema è un altro. Sebbene con modalità e intensità diverse e con motivazioni a volte opposte, cresce nei diversi sistemi sociali e istituzionali della terra una avversione di fondo e un’opposizione alla deriva capitalistica ed egoistica del mondo anglosassone nel cui pozzo sono cadute le democrazie occidentali. L’eccesso di buonismo, di demagogia e di libertinismo hanno sotterrato gli ideali cristiani, democratici e liberali della nostra vecchia Europa. Scendiamo nel concreto. In Alessandria, per esempio, puoi leggere l’indignazione per l’uso di prodotti chimici a diserbo e allo stesso tempo sentire le grida contro l’erba alta nel verde pubblico; puoi accodarti agli alleluia per gli insediamenti di Amazon e allo stesso tempo scandalizzarti per il traffico pesante su gomma. Puoi, ancora, registrare l’enfasi con cui gli amministratori approvano decine di intitolazioni di Vie o Strade che finiscono in un campo quando negli ultimi cinquant’anni la città ha dimezzato il numero dei suoi residenti. Sempre nello stesso momento, è possibile protestare per la movida urbana e lamentarsi per la morte socio economico del centro storico. In una città dove demagoghi da strapazzo fanno opinione pubblica, la stabilità e ragionevolezza del pensiero tipico dello homo sapiens sono state soppiantate dalla liquidità digitale del mutante intellettuale che fa della propria incoerenza egoistica una moda permanente… almeno fino a quando qualcuno di coloro che combattono la deriva capitalistica ed egoistica non busserà alle nostre porte con bombe, missili e carri armati.
L’incoerenza compromette la Tradizione e la Civiltà
