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Massoneria deviata, ci risiamo: Fondazione Crt nella bufera paramassonica del Goi?

30 Aprile 2024 REDAZIONE PRIMO PIANO 847

Massoneria deviata, ci risiamo: Fondazione Crt nella bufera paramassonica del Goi?

Torino (Andrea Guenna) – In Fondazione Crt volano gli stracci. Tutti contro tutti, mentre il camionista Palenzona da Tortona dimissionato prepara la vendetta. Ma andiamo con ordine. Bisogna partire dal “Patto Occulto” pare messo in essere proprio da uno dei fedelissimi di Fabrizio Palenzona, tale Corrado Bonadeo di Tortona, nonché vicino a qualche “Curia Vesco… vile”, a partire probabilmente da quella di Tortona (città di Bonadeo), Consigliere di Indirizzo della Fondazione Crt, molto vicino anche alla moglie di Michele Vietti (esponente dell’UDC, dal 29 luglio 2010 al 30 settembre 2014 componente del Consiglio Superiore della Magistratura in quota UdC dopo esserlo stato anche dal 1998 al 2001 in quota CCD). Secondo gli inquirenti Bonadeo avrebbe costituito all’interno della Fondazione Crt un “gruppo occulto” chiamato “Patto di Sindacato”, che proprio il nostro amico Palenzona ha smascherato. Un patto che avrebbe potuto indirizzare nomine e finanziamenti della Fondazione Crt fino all’inusuale riunione informale tra gli ex consiglieri ormai decaduti convocata dal presidente ad interim Maurizio Irrera. Non si sa quanti e chi siano i partecipanti, ma si sa che la P2 in confronto è un collegio di “Educande delle Orsoline”. Tuttavia in molti protestano e stanno facendo arrivare lettere e pareri legali per defilarsi, considerando come minimo irrituale un vertice tra persone non più in carica. Una pesante censura arriva anche da due ex magistrati, Arturo Soprano ex presidente della Corte d’Appello di Torino e Massimo Terzi, membri uscenti del Cdi: “Io, che non sono torinese – ha detto ieri Soprano ai cronisti – mi sento mortificato da questa situazione squalificante per la città” . Lo stesso Soprano ha spedito una lettera a Irrera, presidente ad interim al posto del dimissionario Palenzona, in cui esprime “profonda indignazione per la grave condotta di alcuni consiglieri (una dozzina; n.d.r.) che avrebbero aderito a uno scellerato patto occulto, e analogo biasimo nei confronti di alcuni consiglieri di amministrazione i quali, senza alcuna remora e senza pudore, si sarebbero assegnati molteplici e prestigiosi incarichi in controllate e partecipate della Fondazione… come se si trattasse di dividersi, ad libitum, cose di loro esclusiva proprietà”. Insomma, siamo nel casino generale, al punto che nel mirino di Soprano è finito lo stesso Maurizio Irrera (nella foto a lato), avvocato e vice presidente che ha partecipato al Cda del 22 aprile e che ora non ha solo un ruolo di transizione ma fa anche da raccordo col Ministero dell’Economia. “Desta inquietante stupore – attacca Soprano, riferendosi proprio a Irrera – il fatto che le numerose nomine (Ogr, Equiter, Ream, Ulaop) siano avvenute con voto unanime e, quindi, anche con l’adesione degli altri membri del Cda rimasti estranei all’indecorosa spartizione”. Ormai la vicenda della Fondazione CRT sta tenendo banco dappertutto. Il Presidente Fabrizio Palenzona è fuori dai giochi – e dai gangheri – perché i “furbetti della Fondazione” lo hanno esautorato senza che lui se ne accorgesse in tempo. I fatti ci dicono che a farlo fuori potrebbe essere stato proprio il suo “amico” Corrado Bonadeo che, fra l’altro, è anche buon amico di Michele Vietti (entrambi avvocati) col quale perfeziona possibili scambi di consulenze e altro, non escludendo lavori in officine torinesi, per cui avrebbero interessi in comune. Ma ciò che non va giù a nessuno, ma proprio a nessuno, è che la Fondazione Crt, probabilmente all’insaputa dello stesso Palenzona, ha comprato una cascina con sei ettari di vigna (Enosis) al folle prezzo di 20 milioni di euro per cui il Maligno mi ha sussurrato all’orecchio – ma io non ci credo – che sono volate “stecche milionarie” dappertutto. Da non sottovalutare il fatto che il proprietario del cascinale con annesse vigne era un certo Donato Lanati, un massone che risulta negli elenchi in sonno del Grande Oriente d’Italia e che, visto il casino dell’ultimo gran capitolo dove si sono scoperte tra le sue fila schiere di mafiosi, camorristi e ‘ndranghetisti infiltrati, ora annovera anche enologi milionari. Adesso il commissariamento della Fondazione Crt non è più un’ombra che aleggia ma un’ipotesi molto concreta. E le parole consegnate da Fabrizio Palenzona un paio d’ore prima di dimettersi: “Ne vedremo delle belle” sembrano qualcosa di più di una profezia. Intanto il Ministero dell’Economia (nella foto il ministro leghista Giancarlo Giorgetti) ha acceso un faro sul “Caso Fondazione Crt” chiedendo in proposito tutti i documenti disponibili. Il 24 aprile ha chiesto alla Fondazione una serie di documenti, concedendo dieci giorni di tempo a chi li dovrà raccogliere e inviare. E ha presentato un esposto in procura a Roma sulla base della segnalazione ricevuta da Palenzona. E siamo solo all’inizio!

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