Vercelli – Una badante di 52 anni dopo aver fatto scrivere tre testamenti a suo favore a facendosi nominare erede universale dall’anziana donna che avrebbe dovuto assistere. Avendo agito in malafede è finita sotto processo a Vercelli. È accusata anche di circonvenzione di incapace: secondo le accuse infatti avrebbe raggirato la donna che assisteva per avere un ingiusto profitto economico. I fatti sarebbero accaduti in un comune della Valsesia diversi anni fa. L’anziana nel frattempo è deceduta ma il procedimento a carico della badante infecdele è continuato e lei è stata rinviata a giudizio. L’indagine è stata chiusa nel 2020, quando l’anziana aveva 86 anni. Dal 2019 però, secondo le accuse, la donna non era più in grado di intendere e volere perché affetta da demenza senile così la badante le aveva fatto compilare un primo testamento in cui lei risultava l’unica erede universale del patrimonio della signora. Pochi mesi dopo c’è stato un secondo testamento in cui la badante risultava ancora erede, questa volta insieme a un’altra donna. Infine nel 2020 l’ultimo testamento in cui la stessa donna risultava nuovamente la sola erede. Il documento era stato rogitato da un notaio di Borgomanero, ma prima che fosse pubblicato è intervenuta l’autorità giudiziaria che ha sequestrato l’atto fermando l’iter burocratico. Nel 2022 l’anziana è morta ma il procedimento giudiziario nei confronti della badante è proseguito. Nelle prossime settimane è prevista la chiusura dell’istruttoria con la discussione e l’eventuale richiesta di pena del pm a carico dell’unica imputata.
Badante a processo per circonvenzione d’incapace
