Roma (Gian Guido Vecchi del Corriere della Sera) – La convocazione del Dicastero per la Dottrina della fede: «Al via un processo extragiudiziale». Ad annunciarlo sui social lo stesso prelato, grande accusatore di Papa Francesco (e di recente divenuto sostenitore di varie teorie complottiste): «Per me un onore». Il canone 1364 del diritto canonico che compare in testa al decreto di citazione dell’ex Sant’Uffizio, datato 11 giugno, è tra i più gravi e temuti: «L’apostata, l’eretico e lo scismatico incorrono nella scomunica latae sententiae». È stato lo stesso arcivescovo Carlo Maria Viganò, via social, ad annunciare che il Dicastero per la Dottrina della Fede lo ha convocato alle 15,30 di giovedì «affinché lo stesso possa prendere nota delle accuse e delle prove circa il delitto di scisma di cui è stato accusato».
Non che la cosa sia sorprendente, era solo una questione di tempo. Nel decreto si citano «affermazioni pubbliche dalle quali risulta una negazione della legittimità di Papa Francesco, rottura della comunione con lui e rifiuto del Concilio Vaticano II».
Viganò, ex nunzio negli Usa, era diventato famoso e sostenuto nell’ala più radicale degli oppositori di Francesco quando, nell’agosto 2018 era arrivato a chiedere le dimissioni del Papa, accusandolo di aver coperto il cardinale americano Theodore McCarrick, abusatore di seminaristi. Il «dossier Viganò» non sta in piedi, come verrà dimostrato, ma viene sostenuto per qualche tempo dalla galassia tradizionalista e di estrema destra che ha il suo epicentro negli Stati Uniti.
Nel frattempo, Viganò scompare dalla circolazione, si fa sentire solo attraverso comunicati in Rete, e imbocca una china che lo porta ad accusare Francesco di essere «dalla parte del Nemico», cioè Satana, e guidare con un «falso magistero» una Chiesa che vuole essere «braccio spirituale del Nuovo Ordine Mondiale e fautrice della Religione Universale» per rendere concreto «il piano della Massoneria e la preparazione dell’avvento dell’Anticristo».
Anche durante la pandemia sosterrà le idee dei complottisti no-vax e la teoria del «Great Reset» propagandata dal gruppo di estrema destra QAnon, la «psicopandemia» e la vaccinazione viste come tappe della «dittatura sanitaria» ordita dalla «élite» mondiale. Quando il Vaticano, a dicembre, ha permesso la benedizione delle coppie gay, ha attaccato «i falsi pastori, i servi di Satana, ad iniziare dall’usurpatore che siede sul Soglio di Pietro». Si è fatto pure «riconsacrare vescovo» da Richard Williamson, il lefebvriano che fece saltare la ricomposizione dello scisma offerta da Benedetto XVI perché saltò fuori che era un antisemita negazionista della Shoah e sosteneva pubblicamente che le camera gas non fossero mai esistite.
Da ultimo, ha fondato l’associazione «Exsurge Domine» e si è insediato all’eremo della Palanzana, un monastero vicino a Viterbo, con l’obiettivo di farne un seminario tradizionalista chiamato «Collegium traditionis» per accogliere «chierici e religiosi fatti oggetto delle epurazioni bergogliane».
È chiaro che la contestazione dello scisma fosse attesa.
Viganò, per parte sua, scrive di considerare «le accuse contro di me un motivo onore» e non fa nulla per smentirle: «Presumo che anche la condanna sia già pronta, visto il processo extragiudiziale. Credo che la formulazione stessa dei capi d’accusa confermi le tesi che ho più e più volte sostenuto nei miei interventi. Non è un caso che l’accusa nei miei confronti riguardi la messa in discussione della legittimità di Jorge Mario Bergoglio e il rifiuto del Vaticano II: il Concilio rappresenta il cancro ideologico, teologico, morale e liturgico di cui la bergogliana “chiesa sinodale” è necessaria metastasi».
Tra l’altro parla di «sistematica distruzione della Chiesa da parte dei suoi vertici», e scrive: «Il globalismo chiede la sostituzione etnica: Bergoglio promuove l’immigrazione incontrollata e chiede l’integrazione delle culture e delle religioni. Il globalismo sostiene l’ideologia LGBTQ+: Bergoglio autorizza la benedizione delle coppie omosessuali e impone ai fedeli l’accettazione dell’omosessualismo, mentre copre gli scandali dei suoi protetti e li promuove ai più alti posti di responsabilità. Il globalismo impone l’agenda green: Bergoglio rende culto all’idolo della Pachamama, scrive deliranti encicliche sull’ambiente, sostiene l’Agenda 2030 e attacca chi mette in discussione la teoria sul riscaldamento globale di origine antropica». La conclusione è una rivendicazione dello scisma: «Nessun cattolico degno di questo nome può essere in comunione con questa “chiesa bergogliana” perché essa agisce in evidente discontinuità e rottura con tutti i Papi della storia e con la Chiesa di Cristo».
«Monsignor Viganò ha assunto alcuni atteggiamenti e alcuni gesti di cui deve rispondere», ha dichiarato il Segretario di Stato vaticano, il cardinale Pietro Parolin, a margine di un convegno alla Pontificia Università Urbaniana riguardo alla citazione in giudizio per l’ex nunzio a cui verrà data
«la possibilità di difendersi». A livello personale, ha detto ancora il cardinale, ricordando – su domanda dei giornalisti – i tempi in cui hanno condiviso il lavoro, «mi dispiace tantissimo perché l’ho sempre apprezzato come un grande lavoratore, molto fedele alla Santa Sede, che era in un certo senso anche d’esempio. Quando era nunzio apostolico ha lavorato bene. Cosa sia successo – ha concluso il segretario di Stato – non lo so…».
L’ex nunzio apostolico Viganò sotto accusa per scisma: “Bergoglio è un eretico”
