Alessandria – L’autocandidato alla presidenza della Provincia di Alessandria arranca per raccogliere le firme necessarie alla candidatura che sta sfumando. E il PD, fino a ieri disponibile a un appoggio, si sfila per evitare imbarazzi. Se la destra s’è sbrogliata di lui come candidato, deve in qualche modo dagli un contentino anche perché i suoi voti potenziali voti possono sempre servire, e sta pensando a una poltrona in qualche ufficio della Regione Piemonte. Magari in qualche partecipata. Anche perché in questo modo i dem danno un colpo al cerchio e alla botte per dare un colpetto (maliziosi… ma cosa avete capito!) finale al loro candidato Domenico Miloscio nella competizione contro l’avversario di FdI (sostenuto da Lega e Forza Italia) Luigi Benzi. L’accordo produrrebbe una sessantina di firme raccolte soprattutto nei Comuni più piccoli, dove meno etichettabili sono i consiglieri. Ma quando il “Richelieu” de noantri stava concludendo il difficile accordo con l’aiuto dell’addetto stampa voltagabbana, dal Pd è partito l’ordine di fare dietrofront.
