Alessandria – Per il clima malato, la scarsa produzione e gli scarsi aiuti da parte dello Stato, la Cia Alessandria chiede lo stato di calamità e un incontro in Regione Piemonte per un’analisi del problema che si può sintetizzare in un inverno caldo, seguito da gelate primaverili, primavera fredda, grandinate violente che hanno distrutto molti raccolti in particolare nel Casalese e nell’Alessandrino, esondazioni, pioggia troppo abbondante che ha causato problemi nelle fasi di semina e raccolta, oltre che di natura agronomica. Infatti, come già segnalato in Regione, sono emerse importanti fitopatie fungine per il perdurare della pioggia. In calo la produzione agricola di circa il 49%. Oltre a tutto ciò contina il flagello della Peste Suina Africana, della Blue Tongue e della Brucellosi. I prezzi corrisposti a volte non coprono nemmeno i costi di produzione (aumentati a loro volta per i trattamenti aggiuntivi richiesti dalle piogge). Caso emblematico riguarda i cereali, la cui definizione del prezzo è stabilito da logiche di mercati internazionali e speculazioni. Cia Alessandria è entrata a far parte della Granaria di Milano ed è chiaro quanto il sistema di importazioni di grande quantità incida sul mercato interno. Pr tutti questi motivi Cia Alessandria chiede alla Regione Piemonte un piano di intervento straordinario, come realizzato dalle Regioni Sicilia (per la siccità), Emilia Romagna (alluvioni) per fronteggiare le emergenze, mentre per i danni 2023 da peronospora, le Regioni che hanno attivato il fondo di solidarietà nazionale sono: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Lazio, Molise, Campania, Puglia, Toscana, Sicilia, Umbria e Marche. Non è finita perché la Confederazione Italiana Agricoltori chiuede leggi specifiche oltre a una revisione del sistema assicurativo, che andrebbe adattato sul modello americano, che assicura il reddito prima delle produzioni. La richiesta di aiuto straordinario si basa sul fatto che il comparto agricolo alessandrino genera un valore economico diretto e indiretto di importanza rilevante per l’economia della provincia.
Tra le proposte concrete portate avanti da Cia Alessandria: sospensione dei finanziamenti fino a 18 mesi (rivedendo l’attuale normativa poco applicabile nello stato di necessità in cui si trova la provincia); sospensione del pagamento dei contributi Inps datori di lavoro e titolari di azienda: la creazione di crediti di imposta specifici per la perdita di fatturato nei vari settori.
