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Per il Ministero della Salute Priano e Riboldi non sarebbero in grado di gestire la Sanità Piemontese

7 Gennaio 2025 REDAZIONE PRIMO PIANO 970

Per il Ministero della Salute Priano e Riboldi non sarebbero in grado di gestire la Sanità Piemontese

Torino – La premiata coppia Riboldi (con la barba) – Priano (nel fotomontaggio sopra), il primo totalmente nesciente (nel senso che non sa) in materia sanitaria perchè non viene dal settore, il secondo proveniente dall’ufficio veterinario dell’Asl Alessandria (ma è un po’ poco), sono a capo dell’assessorato regionale alla Sanità ma, finora, invece di mettere a posto la pianta organica di medici, paramedici e infermieri che devono occuparsi dei malati, scambiando l’assessorato alla Sanità (Riboldi assessore, Priano capo di gabinetto) per un doppione dell’assessorato ai Lavori Pubblici, pensano di costruire nuovi ospedali (in Piemonte ce ne sono già quasi un centinaio) invece di assumere dei professionisti di cui si sente la mancanza. Gli è che in questi giorni il Ministero della Salute (nella foto a lato il ministro Orazio Schillaci) s’è accorto di questa tragicomica situazione e ha bacchettato la Sanità Piemontese per un disavanzo che al 31 dicembre è di oltre 300 milioni di euro. Per forza, acquistando marchingegni infernali che nessuno sa usare o fornendo un migliaio di defibrillatori ai rifugi alpini (?), per una spesa complessiva di circa 5 milioncini di euro, non si risolve niente. Ma, al di là delle cifre, a destare preoccupazione è il richiamo dei tecnici romani (che i romani diano lezioni di pubblica amministrazione ai piemontesi è il colmo!) nei confronti della Regione a “una riflessione in merito alla gestione strutturale del servizio sanitario”. Insieme a una tabella in cui si legge che il Piemonte riporta la performance peggiore fra le regioni a statuto ordinario, i numeri arrivano dal rapporto sul monitoraggio della spesa sanitaria e fotografano una situazione che è stata in parte corretta grazie a un’iniezione di soldi per un tesoretto di 194 milioni, tecnicamente la gestione sanitaria accentrata, che ha in capo una quota del fondo sanitario, fa acqua da tutte le parti. Questo vuol dire che le prospettive non sono affatto rosee e che probabilmente già dal prossimo piano socio-sanitario la Regione Piemonte dovrà fare tagli. È chiaro che la Giunta, a questo punto, dovrà cercare una risposta a tutto ciò. Ad esempio sulle micro-strutture aperte durante l’emergenza e poi mantenute o sui Ppi, i punti di primo intervento che suppliscono i pronto soccorso in aree periferiche e che spesso fanno ricorso ai gettonisti. Altro che spendere milioni per macchine inutili e defibrillatori per i rifugi montani.

 

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