Torino – All’alba gli agenti della Digos arrivano in corso Regina 47, sede (abusiva) di Askatasuna perché cercano una militante indagata, che non era a casa sua, per notificarle una delle otto misure cautelari eseguite per la notte di violenza del 9 gennaio durante il corteo organizzato per Ramy. Era lì anche se il “centro” dovrebbe essere vuoto dopo il nuovo patto di collaborazione col Comune di Torino.
Per quattro antagonisti sono scattati gli arresti domiciliari, altrettanti hanno ricevuto l’avviso di obbligo di firma, ci sono anche altri due indagati per cui la giudice per le indagini preliminari Alessandra Salvadori non ha convalidato le misure cautelari. Fra i quattro arrestati c’è proprio la ventenne Sara Munari, condannata a 10 mesi e 10 giorni nel processo che si è chiuso lunedì. Dovrebbe essere ai domiciliari, quindi a casa sua, ma era lì, nel covo degli antagonisti di Askatasuna. Gli altri ai domiciliari sono Stefano Millesimo, Jacopo Raldi e Pietro Bertorelle: hanno fra i 25 e 26 anni.
Dovrebbe essere ai domiciliari e invece la beccano a dormire al “centro” Askatasuna
