Torino – Siamo al paradosso: colui che dovrebbe risolvere i problemi chiama a raccolta i politici regionali per una costituente che risolva il disastro ormai insopportabile della Sanità in Piemonte. Pare che il sociosanitario pensato dall’ex sindaco di Casale Monferrato non convinca molto. La domanda che attende risposta, e che molti si fanno, è che, invece di spendere milioni in nuovi ospedali che non servono, bisogna far funzionare il comparto Sanità mettendo mano alla pianta organica. Cioè, detta in soldoni, assumere medici e infermieri capaci. Ma lui, Riboldi, tira diritto e ha firmato la prima bozza del piano di rilancio della Sanità Piemontese che non ha soddisfatto le opposizioni mentre resta irrisolto il problema delle infinite liste d’attesa per diversi esami. Anche in questo caso l‘escamotage delle cosiddette visite la sera e nei fine settimana s’è rivelato un clamoroso flop. L’idea è quella di proseguire con le prestazioni aggiuntive solo nei settori che presentano ritardi eclatanti. L’impressione è che si proceda a tentoni.
L’assessore alla Sanità del Piemonte non sa che pesci prendere e lancia l’idea d’una Costituente
