Milano – C’è anche il sindaco di Milano Beppe Sala tra gli indagati nel nuovo filone dell’inchiesta sull’Urbanistica a Milano insieme al costruttore Catella, all’assessore Tancredi, all’architetto Stefano Boeri. Si tratta di favori e tangenti per costruire in città, per cui la Procura chiede sei arresti. Per la prima volta nelle inchieste sull’urbanistica milanese entra la politica, con i pm a chiedere l’arresto dell’assessore alla Rigenerazione urbana Giancarlo Tancredi. Per quanto riguarda il sindaco Sala le ipotesi di reato sarebbero due: “false dichiarazioni su qualità personali proprie o di altre persone” e concorso in “induzione indebita a dare o promettere utilità”. Sono 21 gli indagati tra costruttori, progettisti e società nell’inchiesta del Nucleo di polizia economico finanziaria della Gdf. Su richiesta del gip Mattia Fiorentini la Gdf ha notificato gli avvisi di interrogatorio preventivo (mercoledì prossimo) a sei indagati per i quali i pm chiedono l’arresto. Tra loro l’assessore Tancredi per concorso in corruzione. Per il tecnico prestato alla politica sono chiesti i domiciliari. Le accuse ipotizzate dalla procura diretta da Marcello Viola vanno dal falso alla corruzione all’induzione indebita a dare o promettere utilità per Tancredi e Marinoni, corruzione e induzione per Catella, corruzione e falso per Scandurra. Reati corruttivi sono contestati a Bezziccheri e Pella. Nel mirino vari progetti tra cui il restyling del “Pirellino” e il Villaggio olimpico allo Scalo Romana, ex scalo ferroviario. Indagato (per la terza volta) e perquisito anche l’architetto Stefano Boeri, progettista per Coima di Catella, «convinto che abbiamo operato in maniera corretta».
