Tortona (AL) – Sotto il Convento dei Cappuccini di Viale San Francesco d’Assisi a Tortona, grazie a uno scavo archeologico iniziato a giugno di quest’anno, in virtù d’un finanziamento congiunto del ministero delle Infrastrutture e della Società F. T. Studio, è tornato alla luce l’antico monastero femminile di Sant’Eufemia. I lavori sono stati effettuati dagli studenti dell’Università di Alessandria e diretti dalla professoressa
Eleonora Destefanis, docente di Archeologia tardoantica e medievale all’ateneo del Piemonte Orientale. Ai lavori hanno contribuito anche la Soprintendenza e la diocesi di Tortona. La professoressa Destefanis precisa che il monastero è documentato fin dal Medioevo. La prima menzione di Sant’Eufemia è del 993, alla fine del primo millennio, ma già esisteva da tempo. Le monache seguivano con estrema attenzione i vigneti tra il Tortonese e il Vogherese e, grazie anche al reddito ricavato da queste terre, poterono permettersi di costruire questa chiesa monumentale. La storia del monastero prosegue per diversi secoli, finché, negli Anni 70 del Cinquecento, data la sua posizione strategica, gli Spagnoli decisero di costruire qui una sorta di poderoso bastione per difendere questo angolo della città. Il convento dei Cappuccini, arrivati qui alla metà del XVII secolo, è stato realizzato in un punto più basso rispetto alla sommità dell’altura dove si trovava il monastero. Nell’area sono stati trovati anche i resti di una casupola che nasconde un antico pozzo, ritenuto romano e profondo decine di metri. La chiesa, con tre navate e tre absidi e un grande transetto, ricorda quella di Santa Giustina a Sezzadio. L’abside centrale ha restituito una cripta romanica perfettamente conservata.
Scoperto un “tesoro archeologico” a Tortona
