Alessandria – Ieri pomeriggio verso l’una e mezza, alla Casa di Reclusione di Alessandria, tre detenuti — due tunisini e un marocchino — hanno messo in atto un vero e proprio tentativo di evasione. Durante l’ora d’aria nel cortile della sezione ex art. 32 (dove sono ristretti coloro che richiedono particolari cautele a causa del loro comportamento), i detenuti — dopo aver richiesto con insistenza di poter stendere alcuni indumenti “messi a bagno” — hanno prelevato dal secchio in cui si trovava il bucato una corda artigianale composta da alcune strisce di stoffa annodate, unite ad un gancio metallico ricavato verosimilmente da un fornellino da campeggio e, approfittando dell’accesso al cortile, hanno cercato di agganciare la corda alla ringhiera superiore del muro perimetrale, nel chiaro tentativo di guadagnarsi una via di fuga. Mentre due lanciavano più volte l’attrezzo verso l’alto, il terzo controllava i movimenti per evitare di essere scoperti. L’intero piano, come è emerso, era stato accuratamente predisposto, nascondendo la corda tra i panni e inscenando un innocuo lavaggio solo per ottenere l’accesso ai cortili col materiale necessario. Ma grazie al pronto intervento degli agenti di Polizia Penitenziaria, il tentativo è stato bloccato sul nascere e i tre detenuti sono stati ricondotti immediatamente nelle rispettive celle. I tre, già noti al personale per le loro intemperanze, erano ristretti nella sezione ex art. 32 che è destinata ai soggetti più refrattari al rispetto delle regole.
