Alessandria – Fa discutere in città la decisione del Consiglio Superiore della Magistratura (CSM) che ha deliberato il trasferimento della giudice Marcella Bosco di 59 anni, in forza alla Procura di Alessandria, che è stata trasferita alla Procura di Pavia dove Marcella Bosco sostituirà Andrea Zanoncelli, che ha lasciato a dicembre la procura di Pavia per Milano. Un incarico che però non basterà a risolvere il problema della scopertura di organico dei magistrati: Bosco, infatti, resterà applicata per sei mesi, seppure prorogabili. Ciò non toglie che la Magistratura sia a corto di organico e la dottoressa Bosco era ad Alessandria che la presta – non si sa perché e come, visto che anche ad Alessandria la crisi della carenza di toghe è impressionante – a Pavia. Martedì mattina, alla cerimonia di giuramento, erano presenti i suoi nuovi colleghi, il procuratore capo Fabio Napoleone e il procuratore aggiunto Stefano Civardi. Al netto del suo insediamento temporaneo mancano ancora in procura, sulla pianta organica, quattro magistrati. Non sono infatti ancora stati nominati i sostituti della magistrata Camilla Repetto, che aveva lasciato l’ufficio della procura di Pavia a settembre, dove si era occupata per anni di reati fiscali, e si era trasferita a Genova, all’ufficio del Gip, e di Paolo Mazza, che come Zanoncelli è andato in procura a Milano lo scorso autunno. Sia Mazza che Zanoncelli erano peraltro magistrati di lungo corso ed esperienza, avendo trascorso entrambi in procura a Pavia una decina di anni. Per quanto riguarda Alessandria non sono stati ancora banditi i posti per altrettanti magistrati in procura, a completamento di una pianta organica veramente ridotta al minimo. E in queste condizioni – si chiedono gli alessandrini – ci permettiamo di prstare magistrati? Questa situazione non riguarda solo la procura ma anche il tribunale, dove la carenza di organico si registra soprattutto tra funzionari del processo oltre che tra giudici.
Alessandria presta giudici agli altri e resta senza lei (?)
