Torino – Da buon tedesco l’ex commissario della Città della Salute Thomas Schael – insediatosi a marzo e durato in carica sei mesi – ieri ha inviato una nota di commiato in cui non le manda a dire, il che, per dirla tutta, lì dentro ci sguazzano i ladri. Nella lettera si legge di aver basato la sua missione su legalità e trasparenza sottolineando che non gli è stato concesso il tempo necessario neppure per iniziare. Ciò potrebbe dire: vai piano che ce n’è anche per te. Per il manager tedesco la struttura, che compie cento anni, ha urgente bisono di manutenzione straordinaria che non non gli hanno lasciato fare perché ci vorrebbero quasi 600 milioni di euro, simile all’importo per la costruzione del nuovo Parco della Salute. Infine torna alla polemica e afferma di non essere stato compreso: “Al contrario di quanto sostenuto da molti – scrive Shael – ho sempre operato in buona fede per il bene della Sanità pubblica e dei pazienti. Alcune scelte possono essere parse impopolari, ma avrebbero portato i risultati auspicati, senza dimenticare un’indagine della Procura di Torino che aleggia sulla nostra azienda da ben prima del mio arrivo”.
Schael: la Città della Salute è a rischio per l’interesse di pochi (il solito “magna magna” all’italiana)
