Milano (La Presse) – Inchiesta per turbativa d’asta sulla vendita dello stadio di San Siro (e delle aree circostanti) a Milan e Inter. Mercoledì 5 novembre, nel giorno in cui è stato firmato il rogito presso lo studio del notaio Filippo Zabban, si apprende che i pm Paolo Filippini, Giovanna Cavalleri e Giovanni Polizzi hanno sentito in procura il promoter Claudio Trotta, fondatore di Barley Arts, schierato contro la demolizione del Meazza, come testimone, per aver costituito il comitato Sì Meazza insieme all’ex vice sindaco di Milano Luigi Corbani e per avere spiegato pubblicamente che non avrebbe partecipato alla gara del 2025 per San Siro.
La mancata partecipazione di Trotta alla gara
Trotta, nella primavera del 2025, avrebbe voluto partecipare all’avviso pubblico aperto per circa un mese dal Comune di Milano in seguito alla presentazione del Documento di fattibilità delle alternative progettuali da parte di Milan e Inter. Tuttavia non lo ha fatto perché, come lui stesso ha fatto sapere in seguito, non sarebbe stato in grado di formulare, peraltro in così poco tempo, un progetto e una proposta che comprendessero non soltanto lo stadio Meazza (che avrebbe voluto ristrutturare per trasformarlo in un’arena multidisciplinare), ma anche tutte le aree circostanti, che erano comprese nell’avviso pubblico. Davanti ai pm, il fondatore di Barley Arts avrebbe messo a verbale di non avere partecipato all’avviso pubblico perché l’obiettivo era finalizzare un’operazione di “speculazione immobiliare”, attraverso una vendita ai club dello stadio e anche delle aree.
L’avviso pubblico si era risolto in un nulla di fatto: nessuno aveva presentato proposte alternative a quelle dei due club calcistici, che quindi hanno avuto il sostanziale via libera per proseguire la procedura depositando una proposta di acquisto delle aree e dello stadio, approvata dal consiglio comunale la notte del 30 settembre 2025.
L’idea: ristrutturare San Siro
Ma Trotta, già nel 2019, quando Milan e Inter per la prima volta ipotizzarono la realizzazione di un nuovo stadio, era intervenuto pubblicamente proponendo una soluzione diversa: un bando internazionale per la ristrutturazione e gestione del Meazza, con o senza i club calcistici, puntando a eliminare il terzo anello e realizzare una struttura con tetto retraibile per usare l’impianto tutto l’anno, installando anche un prato retrattile per “cambiare” velocemente il parterre dello stadio. Non solo: Trotta aveva portato i dirigenti di Asm Global a Palazzo Marino dal sindaco Beppe Sala e dal direttore generale Christian Malangone per parlare con loro dell’idea.
