Novi Ligure (AL) – 13 milioni di riscaldamento in 7 anni e nessun lavoro fatto.
Noi di Alessandria Oggi segnaliamo da anni che qualcosa non quadra nei rapporti tra Acos e il Comune di Novi.
Antiche indiscrezioni individuavano in Acos la cassaforte del Comune, i dati invece dicono che sono i cittadini novesi a mantenere il “baraccone” di Corso Italia.
Per anni hanno usufruito di una concessione idrica illegittima con Gestione Acqua che non è una società pubblica, ha un sacco di perdite e ha una marea di costi non spesabili, cioè non detraibili ai fini fiscali dalla tariffa perché le reti idriche sono anche di Voghera.
Nel 2018 D’Ascenzi (Amministratore Delegato e Direttore Generale di ACOS S.p.A.; Presidente del Consiglio di Amministrazione di Gestione Acqua S.p.A. a Cassano Spinola) ha imposto al Comune di Novi e al sindaco Rocchino Muliere un “contratto capestro” di 30 anni per la vendita del gas.
Secondo il contratto, Acos avrebbe dovuto fare dei lavori, cambiare le caldaie e fare una rete di teleriscaldamento, ma in sette anni non hanno fatto niente mentre i cittadini novesi hanno continuato a pagare il riscaldamento acceso anche d’estate. Siamo già a 13 milioni di euro finiti nelle casse di Acos, un costo esorbitante senza aver ricevuto nemmeno un’opera in cambio. Chi ci ha guadagnato? Mauro d’Ascenzi? In consiglio comunale a Novi se ne è discusso finalmente qualche giorno fa… e la sinistra si è spaccata.
Il contratto di “Gestione Calore” con Acos spacca anche la sinistra novese
