Di Nicolò Grattarola – “La Nato sta valutando la possibilità di essere “più aggressiva” nel rispondere agli attacchi informatici, ai sabotaggi e alle violazioni dello spazio aereo da parte della Russia, intensificando la sua risposta alla guerra ibrida”. Ad affermarlo è l’ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, presidente del Comitato militare della Nato, che abita dalle nostre parti a Novi Ligure (AL). Immediata la replica di Mosca, che considera la dichiarazioni del generale “novese” Giuseppe Cavo Dragone “un passo estremamente irresponsabile, che indica la disponibilità dell’Alleanza di procedere verso l’escalation”.
“Chi rilascia tali dichiarazioni deve essere consapevole dei rischi che ne conseguono e delle possibili conseguenze, anche per gli stessi membri dell’Alleanza”, ha affermato la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa Ria Novosti.
“Uno dei problemi esistenti – ammette Dragone, secondo quanto riporta Ft – è che la Nato e i suoi membri hanno molti più limiti rispetto alla controparte a causa dell’etica, della legge e della giurisdizione. È un problema. Non voglio dire che sia una posizione perdente, ma è una posizione più difficile rispetto a quella della controparte”. Per il capo del comitato militare della Nato la prova cruciale consiste nello scoraggiare future aggressioni.
Il capo militare della Nato, generale ammiraglio Cavo Dragone: “La Nato deve essere più aggressiva nella guerra ibrida contro la Russia”
