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Dove corre l’economia piemontese? Ecco i settori più in crescita

15 Gennaio 2026 REDAZIONE PRIMO PIANO 263

Dove corre l’economia piemontese? Ecco i settori più in crescita

L’economia piemontese chiude il 2025 con una crescita modesta ma significativa: +0,55% nel terzo trimestre rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, superando la media nazionale e quella tedesca. Un risultato che conferma la capacità di tenuta della regione in un contesto economico complesso, caratterizzato da tensioni internazionali e cambiamenti strutturali. 

Ma mentre alcuni comparti registrano performance eccezionali, altri faticano ad adattarsi alle trasformazioni del mercato. Quali sono i settori più in crescita che stanno trainando il Piemonte? E quali invece arrancano, incapaci di tenere il passo? L’analisi dei numeri offre una fotografia nitida di un’economia a due velocità, dove turismo, intrattenimento digitale ed export manifatturiero disegnano il volto vincente della regione.

Turismo e commercio: il binomio vincente

Se c’è un settore che sta letteralmente volando in Piemonte, è quello del turismo e commercio. Nel 2025 questo comparto ha registrato un incremento impressionante del 12%, diventando il vero motore dell’economia regionale. Un risultato che supera ogni previsione e che testimonia come la regione sia riuscita a valorizzare le proprie risorse territoriali in modo strategico. 

Il turismo contribuisce ormai per oltre il 10% al PIL piemontese e rappresenta un argine fondamentale contro le incertezze economiche globali. Il settore ha inoltre garantito un contributo determinante alla tenuta occupazionale, con la regione che registra una crescita dell’occupazione dello 0,9%, in linea con la media nazionale.

La montagna piemontese non conosce crisi

È in particolare il turismo di montagna che rappresenta una delle storie di successo più significative del Piemonte. Nel 2024 ha raggiunto il 23,4% degli arrivi turistici regionali. I numeri parlano di 1,07 milioni di arrivi e oltre 3,2 milioni di presenze, con una permanenza media di tre notti che supera altre tipologie di vacanza. La montagna piemontese non significa più solo sci, ma un laboratorio di esperienze che spaziano dal benessere alla cultura, dalla natura alle tradizioni locali.

Le località simbolo di questo successo sono Sestriere, Bardonecchia e Sauze d’Oulx, che tocca il 58,6% in arrivi esteri, mentre complessivamente la presenza straniera nelle località montane raggiunge il 47,9%, superiore alla media regionale. 

Intrattenimento digitale: crescita oltre le aspettative

Tra i settori più in crescita emerge con forza quello dell’intrattenimento digitale, un comparto che sta vivendo una trasformazione senza precedenti. Secondo i dati, il mercato italiano dell’intrattenimento, dei media e delle telecomunicazioni raggiungerà 60,8 miliardi di euro nel 2029, con un tasso di crescita medio annuo del 3,1%. 

Nel 2024 il settore ha toccato i 52,2 miliardi di euro, con un incremento del 4,2% rispetto all’anno precedente. Una crescita superiore a quella del PIL nazionale, trainata dalla spesa digitale che rappresenta ormai il 69% dei ricavi totali del comparto. 

Gioco online 

All’interno del macro-settore dell’intrattenimento digitale, il segmento del gioco online sta registrando performance notevoli. Le piattaforme di casinò online legali in Italia stanno attirando un numero crescente di utenti grazie a offerte sempre più competitive: casino con deposito minimo di 10€, bonus allettanti e un’esperienza di gioco che punta su sicurezza e trasparenza. La regolamentazione italiana garantisce standard elevati di tutela per i giocatori, rendendo fondamentale la scelta di piattaforme certificate. 

Questo segmento rappresenta una fetta importante del mercato dell’intrattenimento digitale, che beneficia della diffusione capillare della connettività veloce e dell’uso esteso dei dispositivi mobili. La crescita del 5G e le nuove forme di connettività stanno ulteriormente accelerando l’espansione del comparto, creando opportunità sia per le aziende del settore sia per i professionisti che vi lavorano. 

Pubblicità online e intelligenza artificiale

Anche la pubblicità digitale è uno dei motori principali della crescita nel settore dell’intrattenimento. Nel 2024 i ricavi pubblicitari hanno registrato un incremento dell’11,3%, raggiungendo 13,4 miliardi di euro, con l’online che vale ormai il 57% del totale. La previsione per i prossimi cinque anni indica una crescita media del 4,6%, fino a toccare i 16,8 miliardi nel 2029.

Contemporaneamente, l’intelligenza artificiale sta rivoluzionando il settore pubblicitario. I nuovi strumenti di AI permettono di affinare il targeting e migliorare l’efficacia dei messaggi, ma costringono le aziende a ripensare completamente la propria esperienza digitale. 

Export e manifattura: il Piemonte guarda all’estero

Gli ordinativi esteri volano: +42,8% nel terzo trimestre 2025. Un dato che racconta la forza competitiva del manifatturiero piemontese sui mercati internazionali e il dinamismo di molte aziende piemontesi in crescita. La produzione industriale cresce del 2,5%, trainata da settori ben precisi: l’industria alimentare segna un +5%, chimica e plastica avanzano del 3,1%, mentre l’aerospazio conferma la sua eccellenza. Sono comparti che puntano su innovazione e qualità, caratteristiche apprezzate ben oltre i confini nazionali.

Ma c’è un rovescio della medaglia. La domanda interna cresce appena dell’1,6%, un segnale di debolezza che penalizza soprattutto le piccole e medie imprese. L’indice di fiducia delle aziende resta sotto quota 100, segno di aspettative negative. Il rischio concreto è una ripresa a due velocità: da una parte le grandi imprese strutturate che conquistano mercati esteri, dall’altra le realtà più piccole che faticano a crescere nel mercato locale.

L’altra faccia della medaglia: chi resta indietro

Non tutti i settori vivono una fase di espansione. Il Piemonte presenta aree di sofferenza significative, concentrate soprattutto nel manifatturiero tradizionale e nelle filiere legate all’automotive. Il comparto manifatturiero nel suo complesso accusa una contrazione del 2,4%, mentre l’export regionale registra un calo dal valore di 62 a 59 miliardi di euro. Le micro e piccole imprese sono le più colpite: secondo l’VIII Osservatorio Micro e Piccole Imprese di CNA Piemonte, il 55,6% delle aziende ha registrato una decrescita nel primo semestre 2025, con solo l’8,5% che segnala un miglioramento. 

Un dato che fotografa un sistema produttivo sotto pressione, schiacciato da una domanda interna debole e da costi operativi in continuo aumento.

A pesare maggiormente è la crisi dell’automotive, settore storicamente centrale per l’economia piemontese. La transizione verso l’elettrico sta mettendo in difficoltà un’intera filiera, con ricadute evidenti sull’occupazione. Nei comparti della meccanica, del tessile e dell’oreficeria cresce il ricorso alla cassa integrazione: solo nella meccanica di precisione sono coinvolti 1.576 datori di lavoro e quasi 10mila lavoratori.

Il rischio è quello di un’economia regionale sempre più polarizzata, dove le imprese orientate all’export e all’innovazione riescono a tenere il passo, mentre chi dipende dal mercato interno fatica ad adattarsi ai cambiamenti. Un divario che continua ad ampliarsi e che rappresenta una delle principali sfide per il futuro del Piemonte.

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