Novi Ligure (AL) – Il Cda e il comitato di controllo dei Sindaci di Comuni Riuniti hanno votato all’unanimità l’uscita della società dalla Rete Idrica Agc (Amag Reti Idriche, Gestione Acqua e Comuni Riuniti).
La decisione durante il Cda di giovedì 15, presieduto da Franco Ravera, ha registrato le dimissioni del rappresentate e Presidente pro tempore della Rete, Jari Calderone.
Rete Idrica Agc, lo ricordiamo, era lo strumento che giustificava l’affidamento dei servizi fino al 2034. Affidamento messo in discussione da Mit, Arera e dalle sentenze a seguito delle cause intentate ormai solo da Gestione Acqua e che hanno interessato i finanziamenti Pniissi e Pnrr.
La decisione di Comuni Riuniti, nell’aria già da tempo, è scaturita a seguito di una riflessione sul percorso della Conferenza d’Ambito che aveva affidato a Sogeri S.p.a. il servizio idrico indicando una road map precisa e dettagliata che ha consentito tra l’altro la messa in sicurezza dei fondi Pnrr per Sogeri S.p.a.
Sogeri S.p.a nel frattempo ha espletato, nel rispetto della delibera ATO6, tutti i passaggi per consentire l’ingresso nel capitale sociale delle società pubbliche ora presenti tra cui appunto Comuni Riuniti e Valle Orba Depurazione.
Il 22 Dicembre poi è intervenuta la sentenza del Tar Lazio a certificare la correttezza del lavoro svolto da Ato6. Il Tribunale, chiamato in causa da Gestione Acqua, da sempre contrario alle posizioni assunte dalla Conferenza d’Ambito, certifica come “assetti organizzativi come quello attuato tramite la Rete Agc risultano strutturalmente incompatibili con il principio di unicità e con la governance delineata dalla normativa vigente”.
La Rete Idrica quindi non c’è più ed i Gestori pubblici marciano compatti verso il Gestore unico.
Le prossime tappe sono le deliberazioni dei Comuni soci di Comuni Riuniti e Valle Orba Depurazione e poi la palla passerà nuovamente ad Ato6.
L’Ente di Governo, presieduto da Giacomo Perocchio (nella foto, a sinistra, insieme al sindaco di Pozzolo Domenico Miloscio) sta conducendo una partita complessa che culminerà con l’approvazione del piano d’Ambito e la scelta della modalità di affidamento del servizio idrico per i prossimi 30 anni.
Dal fronte Gestione Acqua le ultime notizie sono le dichiarazioni dei vertici durante la Commissione Consiliare del Comune di Novi Ligure di martedì appositamente convocata per discutere delle prospettive post sentenza Tar Lazio.
L’azienda dichiara di voler resistere fino all’ultimo grado di giudizio, ma la posizione sembra sempre più un vicolo cieco imboccato per escludere responsabilità dei vertici, mentre il Sindaco Rocchino Muliere apre timidamente ad alternative aspettando il piano d’ambito “Il ragionamento è salvaguardare il patrimonio dell’azienda tra le scelte che prevede la legge. La strada della gara è una strada rischiosa, la gara a doppio oggetto presenta altrettanti rischi. La scelta in house prevede la ricerca di risorse per escludere i privati. Non sto a dire meglio questa o quest’altra”.
Una bella apertura.
Risorse che, nel caso, non dovrebbero essere né sborsate dai Comuni, né l’azienda si dovrebbe indebolire cedendo rami.
Ma su questo la Conferenza dovrà tornare una volta analizzato il piano d’Ambito in fase di ultimazione.
Finalmente a Novi Ligure si sono accorti che l’acqua è un bene di tutti
