Novi Ligure (AL) – Chi era pieno di debiti che riusciva a pagare si rivolgeva a loro, una famiglia di strozzini che chiedevano interessi oltre il 30% e imponevano la restituzione con minacce e pestaggi. Ieri i Carabinieri hanno eseguito 5 ordinanze di custodia cautelare (tre in carcere e due ai domiciliari) nell’indagine coordinata dalla procura di Alessandria. La famiglia di estorsori era attiva dal 2024 (Pozzolo, Serravalle, Cassano e Val Borbera). Al vertice del gruppo un uomo di 50 anni già detenuto nel carcere di Alessandria per spaccio, ma in grado di dirigere la “banda familiare” anche dietro le sbarre grazie a telefoni cellulari introdotti clandestinamente. Dalle indagini è emerso che la banda familiare si avvaleva anche della collaborazione di due soggetti esterni si occupavano delle riscossioni, spesso attraverso violenze e intimidazioni. Le indagini hanno preso le mosse dalla denuncia di una donna che aveva chiesto un prestito divenuta poi vittima dell’usura. Nel corso delle indagini i Carabinieri hanno sequestrato “libri contabili” che censivano una trentina di “clienti”, uomini e donne in gravi difficoltà economiche costretti a chiedere prestiti intorno ai 20.000 euro che raddoppiavano in poche settimane. Gli Uomini della Benemerita hanno sequestrato anche 12.000 euro in contanti, tre carte di pagamento intestate a terzi. Inoltre hanno accertato un flusso di “affari” di denaro per oltre 100.000 mila euro. Non è finita perché la banda gestiva anche lo spaccio di droga, tentando di introdurre droga in carcere per cui i Carabinieri hanno sequestrato circa 300 grammi di sostanza prima che superasse i controlli. Il capofamiglia resta detenuto, la moglie e la figlia in carcere a Vercelli, mentre i due complici sono finiti ai domiciliari.
Smantellato dai Carabinieri un clan familiare di strozzini e spacciatori
