Pozzolo Formigaro (AL) – A Pozzolo c’è grande preoccupazione tra la gente per Terzo Valico e il sensibile inquinamento che genera, ma il sindaco Domenico Miloscio, gettando acqua sul fuoco delle polemiche a proposito del cantiere della grande opera, ha detto che in base ai dati forniti dall’Arpa il livello non è stato ritenuto preoccupante, ma resta alta l’attenzione.
Continua così l’odissea del Terzo Valico, in ritardo sensibile sul cronoprogramma dei lavori, coi cantieri che chiudono e riaprono in continuazione a causa di incidenti a catena. Intorno ai cantieri e nelle gallerie l’area è geologicamente complessa, con manifestazioni di calore dal sottosuolo. Insomma c’è qualcosa che non torna. Qualcuno ha detto che sotto il tunnel ci potrebbe essere una vena vulcanica per cui non si può procedere. Non è finita perché ora è venuto fuori che dal Terzo Valico esce il cloroformio oltre i limiti nei pozzi collocati a ridosso dei cantieri. In termine tecnico si tratta del triclorometano, un composto organico volatile, liquido, incolore e dall’odore dolciastro, usato storicamente come anestetico, ma abbandonato per la sua tossicità e potenziale cancerogenicità, funzionando ora come solvente, reagente chimico e sottoprodotto indesiderato nella potabilizzazione dell’acqua. È sospettato di provocare il cancro in caso di esposizione prolungata. È stato trovato in quantità superiori ai limiti di legge in 2 dei quattro pozzi presenti a Pozzolo Formigaro nell’area del cantiere del Terzo Valico dei Giovi. La sua presenza è stata scoperta l’anno scorso dall’Arpa di Alessandria durante le analisi previste dal monitoraggio ambientale legato all’alta capacità. Scoperto anche il bromodiclorometano, sostanza che provoca il cancro e danni al fegato e ai reni in caso di esposizione prolungata. Molti operai hanno detto che quando lavorano all’interno della galleria il calore è insopportabile e molti si mettono in mutua. Per i cittadini, data la situazione, il Terzo Valico rimane un’opera sbagliata, pericolosa e costosissima. Meglio sviluppare la rete ferroviaria per Milano in pianura, anche perché il porto di Genova, al quale il Terzo Valico dovrebbe servire come retroporto per il trasporto delle merci (Tac), è ormai arcisuperato per il basso pescaggio per cui le supernavi preferiscono altri porti. Insomma il Terzo Valico secondo i “maligni” è percepito come un enorme “magna magna” per i soliti noti e non si farà mai. Per la precisione il costo complessivo del “Progetto Unico Terzo Valico dei Giovi – Nodo di Genova” è di circa 10,6 miliardi di euro (dati aggiornati, ma le cifre variano leggermente a seconda del momento di rilevazione), con una parte significativa (circa 8,5 miliardi) destinata al Terzo Valico stesso e il resto al nodo di Genova, finanziati principalmente con fondi statali e del PNRR.
