Vercelli – Sembrava una persona affabile e generosa ma nei corridoi della scuola, avrebbe avvicinato uno studente di 14 anni e, dopo essersi guadagnato la sua fiducia, gli avrebbe inviato tramite whatsapp un’immagine per fargli comprendere le proprie preferenze sessuali. Inoltre, si sarebbe offerto di trascorrere del tempo insieme, aiutandolo a fare i compiti in cambio di sfide a biliardo. L’uomo avrebbe inoltre chiesto al ragazzo di essere inserito nella chat della scuola, un istituto di un comune della provincia di Vercelli.
Ieri, a distanza di cinque anni, si è aperto in tribunale a Vercelli il processo che vede sul banco degli imputati il bidello, vercellese di 37 anni, accusato di adescamento e di possesso di materiale pedopornografico. Nel computer sequestrato dalle forze dell’ordine durante una perquisizione nella sua abitazione sono stati trovati otto video e sette fotografie di minori.
Ieri, in tribunale a Vercelli il sostituto procuratore Mariaserena Iozzo ha chiesto al giudice Fabrizio Laguzzi di condannare l’uomo a un anno e otto mesi di reclusione ritenendo più grave l’episodio di adescamento. Oggetto delle attenzioni dell’uomo era lo studente, oggi appena maggiorenne, che insieme alla madre si è costituito parte civile.
L’inchiesta, coordinata dalla Procura distrettuale a Torino, è iniziata in forza della confidenza di una collega dell’uomo, raccolta dagli investigatori.
Chiesti 20 mesi per il bidello che avrebbe adescato uno studente
