Novi Ligure (AL) Piero Evaristo Giacobone – Scusate se insisto ma mi chiamo Evaristo e devo registrare che, dopo la “grana” di Acos per cui il Comune deve pagare una somma milionaria per liquidare il socio privato dell’azienda multiservizi comunale (Acos, la multiservizi, stipendificio, colabrodo) dopo aver perso il ricorso al Tar di Roma, ora ne salta fuori un’altra che vede sempre il Comune di Novi citato in Tribunale dalla ditta Vivai Barretta Garden Srl di Napoli estromessa dalla gara d’appalto per la riqualificazione del Parco Castello, per un importo previsto di circa 3,5 milioni di cui 2 finanziati dal Pnrr. I lavori avrebbero dovuto terminare nel maggio 2024 ma ciò non è avvenuto e sono stati affidati a una ditta di Torino arrivata seconda nella stessa gara. Per questo la Vivai Barretta ha citato il Comune in giudizio il 20 maggio prossimo in Tribunale ad Alessandria per una richiesta di risarcimento milionario.
Ora basta scaricabarile. La causa da 1,7 milioni di euro sul Parco Castello non è una fatalità né un “atto dovuto”, ma il risultato diretto d’una gestione politica fallimentare, che ha nomi e cognomi ben precisi.
Il sindaco Rocchino Muliere e il vicesindaco Simone Tedeschi, con delega ai lavori pubblici, sono i principali responsabili di una vicenda che rischia di costare carissima ai cittadini di Novi Ligure.
Un appalto Pnrr avviato senza le condizioni minime, un cantiere consegnato a metà, sospensioni continue, caos amministrativo e poi la scelta più comoda: rescindere il contratto e far finta di niente. Una gestione superficiale che oggi si traduce in una richiesta di risarcimento danni da capogiro.
Tedeschi, da assessore ai lavori pubblici, dov’era mentre il Comune non garantiva la disponibilità dell’area?
Muliere, da sindaco, perché ha permesso che un progetto così delicato fosse condotto senza controllo politico e senza una regia chiara?
Ora si parla di avvocati, tribunali, difese tecniche. Ma la responsabilità politica viene prima perché, se il Comune perderà – anche solo in parte – non pagheranno né il sindaco né il vicesindaco, ma i cittadini novesi, con meno servizi e meno investimenti.
Il Parco Castello doveva essere il fiore all’occhiello del Pnrr ma è diventato il simbolo di un’amministrazione che improvvisa, sbaglia e poi spera che qualcun altro sistemi le cose.
Muliere e Tedeschi non possono cavarsela dicendo “deciderà il giudice”.
La città merita risposte. Ora.
E, soprattutto, merita amministratori all’altezza, non milioni di euro di danni potenziali.
E io pago.
Foto de “La Stampa”
