Torino – Dieci condanne a pene fino a sei anni e quattro mesi di carcere. Le ha chieste ieri, 3 febbraio, il sostituto procuratore di Torino Paolo Scafi per alcuni degli imputati per le violenze in strada del 28 maggio 2025. Era stato un episodio crudissimo, ripreso anche da alcuni residenti tra via Bra e corso Giulio Cesare, che hanno scosso l’opinione pubblica e creato allarme e preoccupazione. La sentenza del giudice è attesa per marzo. La pena più alta è stata richiesta per un uomo accusato sia di rissa sia di tentato omicidio, con alcuni precedenti penali. Per altre due persone a cui vengono contestati gli stessi reati, l’accusa ha chiesto cinque anni di carcere. Infine, sono stati chiesti due anni e otto mesi di reclusione per sette imputati accusati solo di rissa. Le pene sono già ridotte di un terzo, per la scelta del rito abbreviato, che esclude il dibattimento. Era tardo pomeriggio quando, nel cuore del quartiere Aurora (periferia nord di Torino), due gruppi hanno iniziato a colpirsi violentemente. Tenevano in mano bastoni, mazze, probabilmente anche qualche coltello. Alcuni, a bordo di un’auto, avevano premuto sull’acceleratore per inseguire e cercare di investire alcune persone presenti in strada. Gli inquirenti hanno individuato i partecipanti e, per alcuni di loro, le prime misure restrittive sono scattate dopo pochi giorni. Solo in un secondo momento, la Procura di Torino ha contestato anche il reato di tentato omicidio e il giudice ha stabilito la detenzione in carcere per quattro persone, di cui tre scarcerate dopo poche settimane. Al termine della rissa, i soccorritori avevano portato in ospedale quattro persone, tutte ferite in modo serio ma non in pericolo di vita. Adesso sono in corso anche alcune trattative per valutare eventuali risarcimenti.
Tentato omicidio e rissa con mazze chiodate per strada: chieste dieci condanne a Torino
