Cortandone (AT) – È morto poco dopo il suo arrivo all’ospedale Cardinal Massaia, domenica sera, Saharaoui Belbarodi, 73 anni. Sono invece salvi, ma ancora sotto osservazione e sottoposti al trattamento in camera iperbarica nel reparto di ossigenoterapia dell’ospedale Molinette di Torino, la figlia di 45 anni e il nipote dodicenne. La tragedia si è consumata nella piccola abitazione in cui i tre vivevano, a pochi passi dal centro di Cortandone. Sulle cause stanno indagando i carabinieri e il Nia, il Nucleo investigativo antincendio dei vigili del fuoco, ma secondo le prime ricostruzioni tutto sarebbe partito dal malfunzionamento di una caldaietta, al primo piano dello stabile, che avrebbe saturato i locali di monossido di carbonio, un gas estremamente pericoloso e inodore. È stato il nipote ad accorgersi che qualcosa non andava, perché tutti e tre stavano facendo fatica a respirare e stavano accusando un fortissimo mal di testa. Il ragazzo ha quindi chiamato l’ambulanza e i soccorritori, valutati già dalla richiesta di intervento i sintomi compatibili con un’intossicazione, sono entrati nell’abitazione muniti di strumenti per misurare la concentrazione di monossido, riscontrando livelli elevatissimi del gas nelle stanze. A quel punto è stato richiesto l’intervento dei vigili del fuoco, che sono poi arrivati in paese intorno alle 17, e hanno provveduto a mettere in sicurezza l’area e a portare all’esterno i tre familiari. Il nonno, nato in Marocco nel 1953 e residente da poco nell’Astigiano, è morto intorno alle 21 al Cardinal Massaia. La notizia si è diffusa rapidamente in paese, suscitando profonda commozione e sgomento. «Conoscevo le persone che vivevano in quella casa, è una tragedia che ha colpito duramente tutta la nostra comunità», commenta il sindaco Claudio Stroppiana che ha seguito da vicino tutte le fasi del delicato intervento di domenica sera. «Da quando mi hanno chiamato a quando le operazioni sono terminate, intorno alle 22,30, sono sempre stato con i Vigili del Fuoco» ammette Stroppiana. Nel frattempo, gli abitanti di Cortandone si sono subito attivati per affrontare un altro problema urgente: l’abitazione, teatro dell’incidente, è stata posta sotto sequestro dall’autorità giudiziaria ed è per questo inagibile per i due: occorreva trovare una sistemazione diversa per madre e figlio una volta dimessi. Così, è stato rintracciato e contattato un altro parente, residente a Villafranca, che ha già dato la propria disponibilità a ospitare la sorella e il nipote, in attesa che la casa venga dissequestrata e i due possano rientrarvi in sicurezza. p.v. —
