Asti – Dai primi accertamenti dell’autopsia eseguita ieri dal medico legale Alessandra Cicchini risulta che non siano stati i pugni al volto né la presa sotto il collo ad uccidere Zoe Trinchero la notte del 6 febbraio, ma il trauma da precipitazione nel canale dove è stata trovata la ragazza. Secondo la confessione rilasciata agli inquirenti di Alex Manna – accusato di omicidio volontario aggravato da futili motivi – l’ha sollevata e gettata dalla schiena. Per lui è stata chiesta la custodia cautelare in carcere. Il gip di Alessandria, Aldo Tirone, non ha ancora depositato la convalida. Ma, al di là dei primi riscontri, la consulente della procura si è riservata ulteriori accertamenti, perché serviranno esami più approfonditi per trovare le conferme. Quella sera, Zoe Trinchero era con Alex a una festa in un garage nel centro di Nizza. Verso le 23:30 si sono allontanati percorrendo una via parallela al canale. Hanno litigato e poi Alex l’ha colpita in volto coi pugni fino a farle perdere l’equilibrio per cui Zoe è precipitata nel canale.
Zoe è caduta nel rio ancora viva
