di Giusto Buroni – “Sordi e sordastri”, lasciandosi convincere dalla pubblicità (anche in TV) di costose protesi acustiche divenute economiche perché acquistabili con Contributo Statale, subiscono una truffa, che ha origine da (forse non del tutto) inconsapevoli Medici di Base, certi che ottime protesi gratuite sono disponibili per anziani con un sufficiente grado di invalidità. Dopo ripetute visite audiologiche (tutte soggette a ticket) che certificano “un grado di invalidità uditiva che necessita l’uso di protesi”, si sceglie liberamente un “negozio di fiducia”, fra i moltissimi “convenzionati”, dove il “medico prescrittore”, assistito da un “tecnico audiometrista”, stabilisce, con alcune sedute gratuite, modello e marca della protesi adatta, che ordina “in fabbrica” (di cui non fornisce i dati) per “personalizzazione e consegna”. In seguito, con una serie di banali scuse – del tipo: “Difficoltà di trasporto dalla Cina”(!) – il tecnico giustifica il mancato arrivo della protesi in tempi ragionevoli (per esempio 3 settimane), ma anche dopo 2 mesi la merce non è arrivata. Il tecnico fornisce allora “in prova” una “protesi omologa” (dotata di elettronica programmabile e, recentemente, di Intelligenza Artificiale, dunque più sofisticata di quella fornita dall’SSN), su cui fare prove e aggiustamenti trasferibili poi via computer all’apparecchio finale, ma passano altri 3 mesi e ancora l’apparecchio non arriva (con pretesti vari). È a questo punto che il tecnico (il medico “audiologo” iniziale è sparito da tempo) propone al cliente l’acquisto della sofisticata “protesi di prova” a un prezzo “speciale” di 3-5000 euro (rateizzabili, naturalmente), di cui 1500, che sono il previsto “contributo dell’SSN”, saranno rimborsati all’arrivo della protesi nominale… che rimane però al negozio. Una notevole percentuale di sordi anziani (e anche giovani), esasperati per i continui rinvii e le inutili visite al “negozio di fiducia”, accetta il compromesso, per cui il negozio “vende” legalmente il costoso prodotto. Il cliente truffato avrà scelto, agito e pagato sempre liberamente con la difficoltà a presentare denuncia e dimostrare il dolo. Molto gentilmente, i clienti più pazienti e accomodanti ricevono dal negozio tutti i documenti prodotti dai presunti “medici” e audiotecnici durante la lunga attesa e sono liberi (e illusi) di riprendere la faticosa “Via Crucis” in un altro negozio, magari dal nome più famoso e pubblicizzato in TV, ma da molti anni non ho ancora incontrato una sola persona che abbia usufruito del fantomatico “contributo del SSN”; viceversa, quasi tutti hanno accettato dal negozio la “generosa offerta” di una protesi a 3000 euro, rateizzati e rimborsati fino al 50% . In alcuni casi il cliente è deceduto prima di aver pagato tutte le rate e gli eredi hanno contrattato amichevolmente col negozio il saldo parziale del debito residuo e sono forse convinti di avere fatto un “affare”. Non ho notizia di azioni legali che si siano concluse con la restituzione del maltolto e la consegna (gratuita oppure no) della protesi promessa.
Quella delle protesi acustiche è spesso una truffa ben congegnata
