Alessandria (Sonia Oliva) – In una fase di grande fermento per l’economia del Basso Piemonte, Alessandria sta vivendo un’accelerazione senza precedenti nella realizzazione di nuovi poli logistici e hub intermodali, che promettono di trasformare la città da punto di transito a nodo strategico per i traffici nazionali e internazionali delle merci.
Logistica integrata, posizione strategica e grandi superfici, sono le parole chiave di queste grandi attività. Ma per il sindaco di Alessandria, Giorgio Abonante, va evidenziato anche il termine “intermodalità” perché, spesso, i poli logistici collegano diverse modalità di trasporto (stradale, ferroviario e marittimo).
Negli ultimi mesi, infatti, è stato annunciato che Segro (un fondo d’investimento immobiliare britannico, uno dei principali proprietari, gestori patrimoniali e sviluppatore di moderni magazzini con proprietà industriale) e Primark (una catena irlandese di moda fast fashion) stanno realizzando il primo hub logistico in Italia di Primark, su un’area che supera gli 81.000 m², con circa 200 nuovi posti di lavoro previsti una volta che sarà operativo. Parallelamente, la società Techbau (che ha il quartier generale a Castelletto Sopra Ticino in provincia di Novara) ha avviato i lavori per un maxi-polo logistico nell’area di San Michele, tra le autostrade A21 e A26, che ospiterà complessi per oltre 180.000 m² di superficie logistica offrendo, contestualmente, nuove opportunità occupazionali.
Il nodo dell’intermodalità e dello scalo merci
Al centro della trasformazione urbanistica e infrastrutturale c’è la riqualificazione dello scalo ferroviario di Alessandria Smistamento e il progetto del nuovo gioiello intermodale, pensato per connettere meglio la città con i porti liguri — in particolare con Genova — e con i grandi corridoi europei del trasporto merci.
Giorgio Abonante ha commentato con fermezza l’evoluzione delle discussioni istituzionali su questo fronte. In merito al polo logistico “Alessandria Smistamento”, il sindaco ha spiegato che manca ancora un progetto definitivo da parte dei soggetti proponenti e per questo il Comune propone una variante urbanistica semplificata attraverso un Accordo di Programma condiviso tra Comune, Regione e FS Sistemi Urbani. “Non appena il quadro sarà definito, l’amministrazione attiverà tutti i procedimenti necessari senza perdere neanche un minuto”, sottolineando come per Alessandria “sviluppo e sostenibilità debbano andare di pari passo”. Ma non solo. Il primo cittadino ha sottolineato la necessità di avere uno svincolo su tangenziale e autostrada che consenta allo scalo merci di poter diventare un polo intermodale, altrimenti non sarà raggiungibile da tutti i mezzi. “Il polo di San Michele è in fase di lavorazione ed è una parte di questa piattaforma territoriale logistica di cui fa parte l’area D8 di Spinetta Marengo, dove è stato aperto l’anno scorso il centro di approvvigionamento di Amazon. Il tutto va visto” ribadisce Abonante “con un’ottica generale altrimenti si rischia di avere solo una distesa di capannoni, un eccesso di occupazione di suolo senza poi poter scambiare merci su ferro. A noi interessa il rilancio del fascio dei binari che, riteniamo, debba proseguire unitamente allo sviluppo della parte produttiva. Tutto questo però dipende, in primis, dallo Stato e dalla Regione che, quindi, noi non possiamo controllare direttamente”.
A fine maggio dello scorso anno, RFI (Rete Ferroviaria Italiana) ha annunciato una gara di appalto che supera i 40 milioni di euro e che vede, in prima battuta, interventi di trasformazione dello scalo merci di Alessandria, per un progetto volto al rilancio infrastrutturale del Basso Piemonte, uno dei poli logistici più strategici del Nord-Ovest.
La prima fase prevede il completo rinnovamento tecnologico dello scalo, con l’introduzione dell’ACC (Apparato Centrale Computerizzato) e il potenziamento della trazione elettrica, elementi fondamentali per una gestione moderna, efficiente e sostenibile del traffico merci ferroviario. Alessandria è destinata a diventare un hub intermodale di riferimento non solo per la regione Piemonte, ma anche per tutto il nord Italia e per i corridoi logistici europei. L’infrastruttura sarà dotata di gru a portale (chiamate anche a cavalletto), macchine per il sollevamento e la movimentazione di carichi pesanti, caratterizzare da una struttura a forma di ponte (o passaggio sopraelevato) che poggia su gambe verticali che si muovono su rotaie posizionate a terra su ruote, permettendo a queste gru di scorrere lungo un piazzale o all’interno di un capannone. Parliamo di macchine capaci di movimentare container da 40 tonnellate e che nello spazio sottostante (tra le gambe) possono stoccare materiale o permettere il passaggio di mezzi di trasporto e di treni.
Un territorio che guarda oltre i confini provinciali
L’espansione dei poli logistici non riguarda soltanto Alessandria città, ma un più ampio disegno di sviluppo nel Nord-Ovest italiano. Grazie alla posizione geografica baricentrica tra Pianura Padana, Liguria e grandi corridoi europei, la zona è considerata da analisti e imprenditori una “cerniera naturale” per il traffico delle merci che va dal Mediterraneo al cuore dell’Europa. Secondo alcuni operatori economici locali, questa vocazione potrebbe trainare la provincia verso nuovi equilibri competitivi nel mercato logistico nazionale ed europeo.
Sfide e opportunità
Ci sono però diverse questioni aperte che vanno dall’integrazione con la città e la qualità della vita dei residenti, passando per la necessità di garantire processi trasparenti e sostenibili senza “speculazioni”. Come sostiene il sindaco, “una logistica al servizio delle persone e non solo delle merci deve restare una priorità per l’amministrazione comunale, mentre si lavora per attrarre investimenti e occupazione. Lo sviluppo logistico deve essere al servizio delle persone e non solo delle merci, indicando un modello di crescita che, oltre ai numeri occupazionali, tenga conto delle ricadute sociali e della qualità del lavoro.
Domanda abitativa: mercato in movimento
L’arrivo di nuove opportunità lavorative sta già influenzando il mercato immobiliare cittadino. Secondo alcune analisi economiche locali, la crescente presenza di lavoratori sia nella logistica che in altri settori correlati sta stimolando la domanda di abitazioni in affitto e compravendita, con una pressione crescente soprattutto sugli immobili in locazione.
Questa dinamica può tradursi per la città in due effetti principali: una maggiore richiesta di alloggi urbani da parte di chi cerca occupazione stabile e una possibile pressione sui prezzi delle locazioni, soprattutto se l’offerta di case non crescerà di pari passo con la domanda.
Urbanistica e qualità della vita: un equilibrio da costruire
Sul fronte urbanistico, Abonante ha precisato che l’amministrazione chiede trasparenza e chiarezza progettuale prima di definire strumenti normativi o varianti urbanistiche per i grandi interventi logistici. «Non interessano speculazioni e procedure poco chiare» ha detto il sindaco, ribadendo che ogni passo dovrà garantire sviluppo sostenibile e piena integrazione con il tessuto urbano. Negli ultimi due anni Alessandria ha attirato 2500 residenti in più. Persone di estrazione varie, che vengono a vivere in città perché lavorano nel campo sanitario, universitario e in aziende che vantano una certa importanza nel comparto chimico, plastico, metalmeccanico. Persone che si trovano bene in città e decidono di eleggere Alessandria come loro città.”
La visione espressa dal sindaco è quella di una città che beneficia della logistica non solo in termini di nuovi investimenti e posti di lavoro, ma attraverso una rigenerazione urbana che favorisca spazi abitativi di qualità, nuove infrastrutture pubbliche, servizi e collegamenti. “Uno fra tanti, il Centro Provinciale per l’Istruzione degli Adulti (CPIA) che organizza corsi serali per cittadini italiani e stranieri che vogliono imparare l’italiano, ottenere un titolo di studio (scuola primaria, secondaria di primo grado e secondaria di secondo grado) o che devono assolvere l’obbligo formativo, non potendo frequentare i corsi diurni”.
Uno sguardo al futuro
Per il sindaco di Alessandria, la sfida principale non è solo quella di attrarre grandi progetti infrastrutturali, ma di far sì che questi siano motore di sviluppo inclusivo, con ricadute positive su chi vive e lavora in città: dalle opportunità occupazionali per i giovani, alla disponibilità di alloggi adeguati, fino alla valorizzazione di spazi urbani che migliorino la qualità della vita.
In questo quadro, dunque, la logistica non è vista come fine a se stessa, ma come elemento di una strategia più ampia di sviluppo urbano, dove lavoro, abitare e servizi si intrecciano per tracciare il profilo di una città più dinamica, competitiva e inclusiva.
La chiacchierata col sindaco si è conclusa con il ricordo di Umberto Eco, scrittore di fama mondiale, nato ad Alessandria il 5 gennaio 1932, dove rimase fino a 18 anni, e morto a Milano il 19 febbraio 2016. Eco sosteneva che non prendersi troppo sul serio gli era sempre sembrato “un giusto atteggiamento filosofico” e che Alessandria non era solo il luogo in cui nacque per caso. Era fiero di riscoprirsi figlio di una città senza retorica e senza miti. “Poteva sembrare una critica, invece, chiosa il sindaco Abonante, era una dichiarazione d’amore”.
