Prato Sesia (NO) – Fra sabato e domenica i Carabinieri hanno trovato locali attrezzati per la raffinazione e la preparazione di stupefacenti, che avevano come destinazione i boschi dell’area Malpensa. I malviventi facevano arrivare la droga dal Perù, paese tra i maggiori produttori di cocaina al mondo, mischiandola a cera d’api. Sono sei gli arrestati fra le province di Novara, Vercelli e Biella, nell’ambito di un’indagine contro il traffico internazionale fra Italia e Sud America coordinata dai pm Ciro Caramore e Roberto Bonfanti della procura di Busto Arsizio.Il giudice ha disposto l’obbligo di dimora nel Comune di residenza, con divieto di uscire in orario notturno, per un quarantenne di Prato Sesia, che aveva affittato la casa diroccata in paese trasformata in laboratorio della droga, e per due ragazzi italiani di 20 anni residenti a Gattinara e Valdilana, resisi disponibili a ricevere le confezioni di miele dal Perù nelle le loro abitazioni, per poi consegnarle agli spacciatori che si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Durante l’operazione i Carabinieri hanno sequestrato un pacco con 19 chili di miele. Difficile stabilire con certezza la quantità di cocaina che sarebbe stata ricavata, perché la raffinazione a Prato non era ancora iniziati. Tra dli arrestati anche due peruviani in attesa di convalida fermati domenica – sono da inserire in un’indagine sullo spaccio a Lonate Pozzolo partita nel 2024. Era gestito da un gruppo di matrice italo-albanese. Con base in Valsesia, vendeva droga ai pusher al dettaglio che gravitano dei boschi in area Malpensa. Dalle intercettazioni emergono quantitativi importanti di cocaina, con trasferimenti anche di 15 chili.
Dal Perù cocaina in Valsesia
