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Lina Borgo Guenna educatrice e pubblicista tra socialismo e pedagogia laica nell’Alessandria di inizio Novecento

8 Marzo 2026 REDAZIONE PRIMO PIANO 148

Lina Borgo Guenna educatrice e pubblicista tra socialismo e pedagogia laica nell’Alessandria di inizio Novecento

Pubblichiamo questo prezioso contributo di Piercarlo Fabbio su Carmelina Guenna sposata Borgo, per un doveroso ricordo di Lina Borgo Guenna – un tempo il cognome della moglie andava in fondo – considerata tra le più grandi pedagogiste italiane, attiva prima a Novi, poi ad Alessandria e quindi ad Asti, a cavallo tra il XIX e il XX secolo. Lo facciamo prendendo spunto da uno svarione imperdonabile di un quotidiano che, nella pagina di Asti, ha pubblicato la foto di Lina col marito scrivendo nella didascalìa che Lina Borgo era insieme al marito Enrico Guenna. Ma è esattamente il contrario, cioè Lina (Carmelina) Guenna era ritratta col marito Enrico Borgo. Carmelina riposa nella tomba della Famiglia Guenna a Novi Ligure).

Alessandria (di Piercarlo Fabbio) – Tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento Alessandria stava attraversando una fase di profonde trasformazioni economiche e sociali. Il progressivo passaggio da un’economia prevalentemente agricola a una struttura produttiva di tipo industriale, l’emergere dei movimenti socialisti e operai, il rinnovato impegno sociale dei cattolici alla luce della Rerum Novarum di Leone XIII, l’emigrazione e l’ampliamento dei servizi scolastici costituivano gli elementi principali di questo mutamento.
In tale contesto anche la presenza femminile nella vita pubblica aveva iniziato ad assumere nuove forme. Il settore dell’istruzione elementare e dell’educazione infantile rappresentava uno degli ambiti nei quali le donne potevano trovare spazi di partecipazione e di affermazione professionale.
L’insegnamento costituiva infatti uno dei primi ambiti nei quali l’attività femminile poteva uscire dal ristretto perimetro domestico per assumere una dimensione sociale più ampia.
Tra le figure che avevano operato in questo scenario emerge Carmelina Guenna, detta Lina (Novi Ligure 1869 – Asti 1932), educatrice, giornalista e organizzatrice culturale.
La Guenna si era formata presso la scuola superiore magistrale di Alessandria, dove aveva concluso gli studi con il massimo dei voti conseguendo la patente per l’insegnamento. Fin dagli inizi della sua attività educativa aveva manifestato una concezione della scuola che non si limitava alla trasmissione delle conoscenze, ma che attribuiva all’istruzione un ruolo decisivo nella formazione della persona e nel miglioramento delle condizioni sociali.
Nel 1892 era già direttrice dell’asilo Garibaldi di Novi Ligure. In quegli anni si era avvicinata all’ambiente socialista, interpretando l’educazione come uno strumento di emancipazione per i figli delle classi popolari.
Il trasferimento ad Alessandria era coinciso con il matrimonio civile con Enrico Borgo, celebrato il 29 settembre 1895. Borgo, ragioniere dell’Ospedale civile, era attivo nel movimento socialista locale ed aveva fondato il periodico Il Fuoco. La collaborazione di Lina al giornale appare significativa non soltanto per la posizione di caporedattrice che le veniva attribuita, ma anche per la probabile identificazione con lo pseudonimo “Fiamma”.
In un articolo dedicato all’emancipazione femminile si leggeva:
“Lo strano aforisma che una scelta istruzione toglie alla donna le grazie del suo sesso è ormai riconosciuto come pregiudizio di mente volgare che ha costata l’infelicità della donna condannando la sua povera esistenza all’ignoranza e alla schiavitù (…). Quante volte l’inferiorità dell’educazione vieta al figlio, al marito di ricorrere a lei per un consiglio […] ecco perché la donna dovrebbe avere sempre un’istruzione simile all’uomo, ecco perché le spettano gli stessi diritti di fronte alla società che vorrebbe tenerla soggiogata e schiava”.
Il nucleo teorico dell’intervento consisteva nell’affermazione della stretta relazione tra istruzione e parità dei diritti. Senza un adeguato livello di istruzione, infatti, la parità giuridica sarebbe rimasta puramente formale.
L’attività di Lina Borgo Guenna si era svolta in un contesto politico particolarmente vivace. Nelle elezioni amministrative del 25 giugno 1899 Alessandria aveva eletto Paolo Sacco, primo sindaco socialista di un capoluogo italiano. Il programma dell’amministrazione comprendeva la municipalizzazione dei servizi pubblici, la riduzione dell’orario di lavoro dei dipendenti comunali e il potenziamento dell’istruzione popolare.
In questo ambiente Lina aveva partecipato anche alle attività dell’Università Popolare di Alessandria, fondata nel 1901 con l’obiettivo di diffondere la cultura tra le classi lavoratrici. Le lezioni si svolgevano in orario serale ed erano frequentate soprattutto da operai; già nel secondo anno di attività, l’istituzione poteva contare oltre centoventi iscritti provenienti dal mondo del lavoro.
Un capitolo significativo della sua attività era rappresentato dalla direzione dell’orfanotrofio femminile di Santa Marta. L’incarico si collocava nel quadro delle politiche di laicizzazione delle opere pie promosse dall’amministrazione comunale socialista nel 1905. In questo contesto la Guenna aveva sostenuto un modello educativo fondato su principi pedagogici moderni e su una concezione laica dell’istruzione.
Nella relazione del 5 dicembre 1906, con cui lasciava l’incarico, scriveva – a seguito della decisione del Comune di ridurre le spese per il personale, non sostituendo con lo stesso numero di addetti il personale religioso precedentemente impiegato –:
“Ritengo che le grandi economie amministrative non siano che le risultanti di economie minuscole alle quali tutti doverosamente devono concorrere”.
Il suo progetto educativo prevedeva l’introduzione della ginnastica razionale, passeggiate istruttive, letture guidate e la partecipazione delle giovani ospiti ai corsi dell’Università popolare. Si trattava di iniziative che miravano a superare la separazione tra studio e vita pratica, proponendo un modello educativo più aperto e dinamico.
Dal punto di vista pedagogico la Guenna si richiamava al metodo di Friedrich Fröbel, fondatore del “giardino d’infanzia”, secondo il quale il bambino doveva essere considerato un soggetto attivo nel proprio processo di sviluppo. L’educazione, in questa prospettiva, non doveva comprimere ma favorire l’espressione delle potenzialità individuali. La Guenna aveva tradotto questo principio con una formula semplice ed efficace: imparare giocando.
La sua attività pubblica si accompagnava tuttavia a una vita familiare particolarmente complessa. Dal matrimonio con Enrico Borgo erano nati nove figli, dei quali tre erano morti in tenerissima età. Nel novembre 1910 morì improvvisamente anche il marito, a seguito di una polmonite insorta come complicazione di un intervento chirurgico al ginocchio, lasciando Lina in una situazione economica e familiare difficile mentre attendeva la nascita dell’ultima figlia.
Nel 1911 la Borgo Guenna aveva accettato la proposta degli operai della vetreria di Asti di dirigere un asilo d’infanzia destinato ai figli dei lavoratori. La famiglia lasciava così Alessandria per trasferirsi ad Asti, dove l’educatrice avrebbe proseguito la propria attività pedagogica.
La figura di Lina Borgo Guenna rappresenta dunque un esempio significativo di presenza femminile nella cultura pedagogica e nel dibattito sociale dell’Alessandria di inizio Novecento, in un momento storico nel quale l’istruzione popolare e l’emancipazione femminile avevano iniziato ad assumere un ruolo centrale nella modernizzazione della società italiana.

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