Novi Ligure (AL) di Louis Cyphre – Il Gruppo ACOS (la multiservizi, stipendificio, colabrodo) festeggia un riconoscimento nazionale per i progetti nelle scuole. Tutto giusto, tutto bello. I ragazzi, l’ambiente, il futuro. Applausi. Foto. Dichiarazioni.
Poi però si scende dal palco. E lì la scenografia cambia.
Perché mentre si parla di futuro, il presente racconta di un settore idrico con Gestione Acqua che — carte alla mano — porta con sé un indebitamento da far tremare i polsi, nell’ordine di decine di milioni (circa 27) e un affidamento che non c’è più finché non liquideranno IREN.
Non esattamente un dettaglio da bilancio invisibile.
E mentre si educano le nuove generazioni alla sostenibilità, si continua a investire risorse in una strategia che sembra ormai un genere letterario: il ricorso. TAR, Consiglio di Stato, nuove impugnazioni. Una saga più che una linea industriale.
Le pronunce finora arrivate non sembrano aver cambiato il copione. Eppure si insiste. Anche quando il conto — tra spese legali e consulenze — cresce a spese dei cittadini.
Anche quando, fuori dai tribunali, qualcuno si chiede se non esistano strade più utili e meno costose per i contribuenti .
Il presidente Valter Pallano, con un passato da impiegato in IREN, conosce bene queste dinamiche.
E proprio per questo la domanda diventa ancora più interessante: è una strategia o è accanimento? Vuoi uccidere ACOS? Da chi sei eterodiretto?
Nel frattempo, sul territorio, il risiko delle gestioni idriche continua e i rapporti tra operatori restano tutt’altro che distesi. Più che un sistema, sembra una partita permanente. Più che collaborazione, una competizione che non finisce mai.
E non mancano i continui colpi bassi da parte di Acos contro AMAG e il Sindaco Abonante (seppur anche lui del Pd).
E così il paradosso si completa: da una parte i premi per spiegare ai ragazzi come funzionerà il mondo di domani, dall’altra un presente fatto di contenziosi, debiti colossali (che pagheranno i novesi) e nodi irrisolti.
Ma forse è proprio questa la vera lezione educativa. Non quella raccontata nelle aule, ma quella che si vede nei fatti: a Novi si può vincere un premio anche mentre si perde la partita più importante.
E quella, purtroppo, non prevede targhe.
ACOS è super indebitata ma nessuno ne parla
